in questo momento su RadioCinema:

  • Traccia

  • Autore

  • Film

App iPhone | Podcast | Radiofrequenze

Martin Scorsese a Torino

Fino al 15 settembre un evento unico e di grande prestigio al Museo Nazionale del Cinema di Torino: la mostra divisa in aree tematiche dedicata al regista italo-americano Martin Scorsese.

 

“Con la Cineteca di Berlino, dopo Metropolis portiamo alla Mole una mostra speciale che ha a che fare con la storia del cinema e della città di New York. Una storia molto ricca di interessi umani, sociali; molto variegata”. Così il Presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino Ugo Nespolo ha presentato venerdì 14 giugno la mostra dedicata a Martin Scorsese, che si terrà fino al 15 settembre nella  città sabauda, sottolineandone il doppio aspetto: quello didattico/storico/divulgativo e quello di illustrazione di tutto il percorso dell’autore, concentrandosi in particolare sulla sua capacità di raccontare una città come quella di New York. Il legame con la metropoli americana ha una tale importanza che nella base dell’aula del Tempio è posizionata una cartina luminosa della città con indicate le zone dove Scorsese ha girato o ambientato – come nel caso di Gangs of New York, realizzato a Cinecittàle sue pellicole.

Alberto Barbera, direttore del Museo ha presentato un video-saluto del regista dopo aver precisato il suo attuale impegno col montaggio di The Wolf of Wall Street, con DiCaprio nel ruolo di un broker astuto e spregiudicato (uscita prevista 12 dicembre 2013). Barbera parte dalla meticolosità del lavoro di montaggio di Martin Scorsese per raccontare l’artista sempre attento e maniacale nella cura di ogni dettaglio tanto da partecipare attivamente ad ogni fase dell’opera: dalla preparazione del film quando chiama tutti i collaboratori a visionare anche alcune pellicole del passato che ritiene utili o che gli sono state d’aiuto per l’ideazione del suo storyboard, al montaggio che in realtà lui aveva già immaginato proprio realizzando il disegno del film (nella mostra si può scoprire e ammirare il suo primo storyboard risalente al 1950, quando ancora non sapeva che così si chiamavano i bozzetti preparatori per un film). I curatori tedeschi Kristina Jaspers e Nils Warnecke poi si sono soffermati sul piacere di entrare nell’universo creativo di uno dei più grandi registi del cinema contemporaneo e di collaborare direttamente nello scegliere i materiali (lettere, parti di sceneggiatura revisionate dal regista o dagli attori, foto ecc), tutti appartenenti al regista per un buon 80%. (Scorsese aveva già fornito i suoi storyboard per una mostra precedentemente allestita sul tema sempre alla Cineteca tedesca). Poi sono state “saccheggiate” anche le collezioni di Robert De Niro e Paul Schrader conservate all’Harry Ransom Center della University of Texas di Austin. E il Museo ha potuto aggiungere diversi costumi di Gangs of New York, appartenenti alla sua collezione e lo splendido vestito rosso indossato da Michelle Pfeiffer in L’età dell’innocenza, proveniente dagli archivi della Sartoria Tirelli di Torino.

La Mostra è divisa in aree tematiche che esaltano il genio artistico del regista e l’uomo e nello stesso tempo la sua passione per la settima arte. Non a caso ci sono delle lettere indirizzate a colleghi come Spielberg, Kiarostami, Allen, Coppola, Kurosawa perché lo aiutassero a convincere la Kodak a migliorare la qualità del colore della pellicola perché non subisse l’usura del tempo. Ci sono appelli per raccogliere fondi destinati alla conservazione delle pellicole delle origini del cinema e non solo, quando stava creando la sua Fondazione. Le aree tematiche inoltre esaltano il suo modo di fare cinema, il suo legame con le storie di famiglia così simili a quelle del suo quartiere d’origine (Little Italy), ad un microcosmo di affetti dove i personaggi cinematografici: “sono improntati su differenze, paure e tradimento da un lato e sulla ricerca di sicurezza, fiducia, vicinanza dall’altro”. Inoltre viene esaltato il suo eclettismo, il suo non essersi dedicato ad un solo genere cinematografico ma aver raccontato psico-thriller, documentari sulle origini degli italiani in America, come sulle origini del cinema, musical, gangster-movie e drammi, senza dimenticare il suo amore e la sua riconoscenza per gli autori italiani (Antonioni ad esempio) e inglesi come Alfred Hitchcock. All’inaugurazione era presente anche Sandy Powell, costumista di film come The Aviator e Gangs of New York e vincitrice, nella sua carriera, di tre premi Oscar.

Come per ogni allestimento importante al Museo, è stato editato un catalogo, curato da Kristina Jaspers e Nils Warnecke della Deutsche Kinemathek, in collaborazione con Nicoletta Pacini e Tamara Sillo del Museo. Sarà possibile seguire la mostra utilizzando iPad in dotazione a chi ne farà richiesta. Da tali apparecchi multilingue si potrà ascoltare la voce di Scorsese che illustra alcuni oggetti o fornisce un approfondimento sulle diverse aree (20 i suoi contributi). Inoltre legati alla Mostra ci saranno una serie di laboratori chiamati “Viaggio attraverso l’impossibile” tutte le domeniche dal 16 giugno al 25 agosto (per prenotazioni 011/8138564).

GIOVANNA BARRECA

Commenti

commenti