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Amos Gitai vince il premio Bresson

Il regista israeliano Amos Gitai vince il premio Bresson assegnato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo per la ricerca spirituale all'interno dei suoi film.

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Il regista israeliano Amos Gitai ha ritirato oggi a Venezia il premio Robert Bresson, assegnato ogni anno durante la mostra dalla Fondazione Ente dello Spettacolo. La motivazione con cui Gitai è stato attribuito del riconoscimento dedicato al grande regista francese è  quella di “aver dato una testimonianza, significativa per sincerità e intensità, del difficile cammino alla ricerca del significato spirituale della nostra vita”. La cerimonia, condotta da Lorena Bianchetti, ha visto intervenire Monsignor Celli, presidente del consiglio pontificio per le comunicazioni sociali, don Maffeis, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, e monsignor Viganò, ex-presidente FEdS e ora direttore del Centro Televisivo Vaticano, con la partecipazione del direttore della Mostra Alberto Barbera e del presidente della Biennale Paolo Baratta.

Gitai, che presenterà domani in concorso Ana Arabia, piano-sequenza di quasi 90 minuti dedicato alla condizione mediorientale, ha dichiarato: “Sono molto emozionato e grato per il premio Bresson. Questo riconoscimento è un omaggio alle idee, che per quanto riguarda il mio percorso si sono costruite sul campo, attraverso la conoscenza delle persone. La speranza può far cambiare le cose, tutti gli artisti, in quanto riconoscibili dal pubblico, hanno il dovere di divulgare un messaggio di speranza. Devono dare un aiuto a trovare una soluzione attraverso la loro arte”.

EMANUELE RAUCO

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Recensionescritta da Emanuele Rauco
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Intervista ad Amos Gitai a cura di Emanuele Rauco

Il regista israeliano Amos Gitai ha ritirato oggi a Venezia il premio Robert Bresson, assegnato ogni anno durante la mostra dalla Fondazione Ente dello Spettacolo. La motivazione con cui Gitai è stato attribuito del riconoscimento dedicato al grande regista francese è  quella di “aver dato una testimonianza, significativa per sincerità e intensità, del difficile cammino alla ricerca del significato spirituale della nostra vita”. La cerimonia, condotta da Lorena Bianchetti, ha visto intervenire Monsignor Celli, presidente del consiglio pontificio per le comunicazioni sociali, don Maffeis, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, e monsignor Viganò, ex-presidente FEdS e ora direttore del Centro Televisivo Vaticano, con la partecipazione del direttore della Mostra Alberto Barbera e del presidente della Biennale Paolo Baratta.

Gitai, che presenterà domani in concorso Ana Arabia, piano-sequenza di quasi 90 minuti dedicato alla condizione mediorientale, ha dichiarato: “Sono molto emozionato e grato per il premio Bresson. Questo riconoscimento è un omaggio alle idee, che per quanto riguarda il mio percorso si sono costruite sul campo, attraverso la conoscenza delle persone. La speranza può far cambiare le cose, tutti gli artisti, in quanto riconoscibili dal pubblico, hanno il dovere di divulgare un messaggio di speranza. Devono dare un aiuto a trovare una soluzione attraverso la loro arte”.

EMANUELE RAUCO

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