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I Bellocchio si raccontano a Sorrento

Marco e Piergiorgio Bellocchio a confronto nell'incontro di Generazione Cinema che ha inaugurato le serate al teatro Tasso durante le Giornate di Sorrento.

Intervista a Marco e Piergiorgio Bellocchio a cura di Emanuele Rauco

Mettere a confronto due generazioni di cinema sullo stesso palco, tra chiacchiere e immagini. E’ il cuore di Generazione Cinema, la serie di incontri condotti da Mario Sesti che è approdata anche alle Giornate Professionali di Cinema. Ed è arrivata con un incontro d’eccezione: Marco Bellocchio e il figlio Piergiorgio, che hanno incontrato il pubblico della città di Sorrento al Teatro Tasso. Un incontro, corredato da una serie di clip tratte dai film dei due protagonisti, che ha permesso di fare luce non solo sulle differenze generazionali, ma anche sul complicato rapporto che lega un padre e un figlio spesso al lavoro insieme.
“Un rapporto padre e figlio è molto complesso, ma per fortuna il rapporto regista-attore ha permesso di capirci meglio”, ha dichiarato Bellocchio padre, che in un certo senso ha sublimato nella relazione con Piergiorgio il suo odio viscerale per l’autorità paterna intesa non solo in chiave simbolica, come hanno dimostrato film emblematici di un’epoca come I pugni in tasca, Nel nome del padre, ma anche L’ora di religione. “Forse sarò ingenuo, ma non ho mai usato i suoi film contro mio padre. E’ già difficile così”, dice ironico Bellocchio figlio, che però mostra un certo orgoglio – giustificato – nell’identificazione del suo lavoro con il cinema del padre: “Di solito quando lavoro per altri registi mi chiedono di portare con me il bagaglio che ho imparato da lui. Se hanno paura del confronto non mi chiamano affatto”.

EMANUELE RAUCO

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