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Il BIF&ST ricorda e celebra Gian Maria Volonté

Bari ricorda Volonté con una ricca retrospettiva e il ricordo di attori e registi, da Antonutti a Dapporto, da Ghini a Fantastichini. Ecco i loro ricordi

Intervista a Omero Antonutti a cura di Emanuele Rauco
Intervista a Massimo Dapporto a cura di Emanuele Rauco
Intervista a Ennio Fantastichini a cura di Emanuele Rauco
Intervista a Massimo Ghini a cura di Emanuele Rauco

Lo sguardo severo di Gian Maria Volonté in Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri guarda Bari da ogni angolo: è il simbolo del BIF&ST e l’attore straordinario a cui è dedicata la retrospettiva dell’edizione 2014. Nel ventennale della morte dell’attore milanese, il festival ha costruito una rassegna di alcuni dei suoi migliori film accompagnati da attori e registi che con lui hanno lavorato, proiettandoli alle scuole e facendoli seguire da un ricordo in prima persona.
I film più importanti di Volonté, tra cui quelli diretti da Elio Petri, e alcune scelte raccontate e commentate da chi lavorò con lui: dai fratelli Vanzina di Tre colonne in cronaca al Gianni Amelio di Porte aperte, da Giuliano Montaldo che lo diresse in Giordano Bruno (ma anche in Sacco e Vanzetti) a Francesco Rosi di cui è stato proiettato Lucky Luciano, da Sergio Rubini e Mattia Sbragia, interpreti con Volonté nel Caso Moro di Giuseppe Ferrara, fino a Marco Bellocchio – regista di Sbatti il mostro in prima pagina -, Lou Castel, che assieme a Luis Bacalov, lavorò con lui in Quien sabe? di Damiano Damiani, e Andrea Camilleri. La retrospettiva si è chiusa poi nell’ultima giornata con un tributo che attori, giornalisti e registi hanno regalato al pubblico, testimonianze di una carriera che ha influenzato fortemente il mondo del cinema italiano rilasciate dalla voce di Omero Antonutti (che partecipò a Padre padrone dei Taviani e Alessandro il grande di Angelopoulos proprio sostituendo Volonté), Massimo Dapporto, Massimo Ghini, Ennio Fantastichini e altri. Un percorso che ha segnato più di 30 anni di cinema e che si è chiuso romanticamente sul set di Lo sguardo di Ulisse, di Theo Angelopoulos, stroncato da un arresto. Un immagine fortissima che ha aperto il ricordo del BIF&ST, un ricordo che però ha saputo aprirsi senza dolore né agiografie, ma che ha raccontate le sfaccettature anche impreviste di uno dei più grandi autori europei.

EMANUELE RAUCO

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