Stella Savino racconta i bambini iperattivi in un documentario

Con ADHD - Rush Hour, Savino svela le problematiche relative all'iperattività dei ragazzi e i dubbi della comunità scientifica. L'intervista alla regista
Intervista a Stella Savino a cura di Emanuele Rauco

Secondo molti medici, il crescere nei ragazzi della sindrome da deficit di attenzione e iperattività si combatte solo con i farmaci. Ma non secondo Stella Savino, documentarista che arriva al lungometraggio con ADHD – Rush Hour, film del 2012 in uscita nelle sale italiane, che racconta proprio di questa sindrome e solleva qualche dubbio sul modo in cui si cerca di curarla. Il film segue le storie di alcuni ragazzi e delle loro famiglie, giovani a cui è stato diagnosticato l’ADHD e che hanno affrontato vari tipi di terapie; nel frattempo, Savino viaggia tra Europa e USA per capire la differenza di posizione dei vari medici, cercando di sondare l’opposizione tra chi è favorevole all’uso dei farmaci e chi è contrario.
Con ADHD – Rush Hour (che uscirà in versione originale sottotitolata) Savino cerca di fare luce su un argomento che apparentemente non è centrale in Europa come in America, basti pensare che in Italia solo l’1% dei bambini sembrerebbe affetto dalla sindrome, contro il 10 e più degli Stati Uniti, ma mostra anche che una reale statistica non si può fare, visto il sommerso delle famiglie che comprano farmaci all’estero. Savino sceglie la strada parallela dell’inchiesta scientifica, dello scontro anche con i medici che non vogliono dialogare sull’argomento in nome di posizioni dogmatiche, e del racconto personale e commovente di persone in mano al sistema sanitario, al fato che li metterà sulla strada di un bravo medico o di un dottore superficiale.

EMANUELE RAUCO