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Olmi: un film per non dimenticare e chiedere perdono ai soldati morti nella Guerra Mondiale

In occasione del centenario del primo conflitto mondiale arriva al cinema "Torneranno i prati", il nuovo film di Ermanno Olmi con Claudio Santamaria. Intervista all'attore

Intervista a Claudio Santamaria a cura di Marilena Vinci

Un racconto sulla guerra senza effetti speciali o ricostruzioni che distraggano dal dolore puntando sulla spettacolarizzazione. Ermanno Olmi mostra l’orrore disumano dei conflitti bellici in Torneranno i prati, che il regista bergamasco dedica al ricordo del padre “che quand’ero bambino mi raccontava della guerra dov’era stato soldato”.

Fronte Nord-Est, dopo gli ultimi sanguinosi scontri del 1917: in un avamposto delle linee italiane, a pochi metri da quelle austriache, c’è un gruppo di soldati guidati da un capitano piegato dalla febbre. Arrivano all’avamposto un maggiore e un giovane tenente con ordini che vengono dall’alto e che non possono tenere conto delle terribili condizioni in cui si trovano i soldati. Nel cast Claudio Santamaria, Alessandro Sperduti e Francesco Formichetti.

“Bisogna raccontare il grande tradimento fatto nei confronti di quelle persone che sono morte e non hanno mai saputo perché. – ha detto in un video messaggio Olmi, assente in conferenza stampa perché in ospedale per accertamenti per una sospetta polmonite – E con i morti e con i bambini, come si sa, non si può barare”. Il regista bergamasco pensa a ”Quei ragazzi che avevano creduto in migliaia al concetto di Patria e sono stati sacrificati all’arroganza dei potentati. I loro veri nemici non erano nella trincea di fronte a loro, ma in chi ce li ha mandati ad uccidere gente come loro”.

Tratto da un racconto, il film esce in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale ma il regista vuole che vada in un senso diverso rispetto alle celebrazioni. “Ora celebriamo il centenario di quella guerra, con discorsi e bandiere, ma bisogna sciogliere ancora il nodo dell’ipocrisia e della vigliaccheria. Mi auguro che in queste celebrazioni si trovi il modo di chiedere scusa ai tanti soldati che abbiamo mandato a morire senza spiegare loro perché. Della prima Guerra Mondiale non è rimasto più nessuno di coloro che l’hanno vissuta e nessun altro potrà testimoniare con la propria voce tutto il dolore di quella carneficina”. Un film per non dimenticare perché, come recita la frase del pastore Toni Lunardi che chiude il film, “La guerra è una brutta bestia che gira il mondo e non si ferma mai”.

Dopo un’anteprima il 4 novembre, anniversario dell’Armistizio,  in oltre cento paesi e in una istituzionale alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Torneranno i prati è al cinema dal 6 novembre, distribuito in oltre 100 sale da 01 distribution.

MARILENA VINCI

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