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Manchester by the Sea: intervista con il regista

“Come si può sopravvivere a un lutto così grande?” si chiede Kenneth Lonergan a proposito del protagonista del suo film. Alla Festa di Roma, con un Casey Affleck da Oscar

Intervista a Kenneth Lonergan, di Emanuele Rauco

“Il film nasce da un’idea di Matt Damon e John Krasinski. All’inizio avevo scritto solo la sceneggiatura, poi Matt mi ha proposto la regia. Mi intrigava la storia di un uomo che deve portare un peso insostenibile, e che nonostante tutto deve continuare a occuparsi della propria famiglia”. Così Kenneth Lonergan presenta Manchester by the Sea alla Festa del Cinema di Roma. Il suo terzo lungometraggio narra le vicende di Lee Chandler, un “tuttofare” di Boston, la cui prematura scomparsa del fratello maggiore costringe a un difficile ritorno a casa. Manchester lo aspetta, e anche i fantasmi del passato non vogliono abbandonarlo.

“Non posso immaginare il dolore che prova un genitore quando vede morire i suoi figli. Ci si chiede sempre come si possa superare un lutto così sconvolgente. Secondo me, l’unico modo è vivere per gli altri e rimanere legati alle persone a cui si vuole più bene. Volevo raccontare la vita di un uomo che non riesce ad andare oltre, che non può lasciarsi questa tragedia alle spalle. Così la sofferenza diventa parte di lui, e ogni giorno è sempre più grigio”. La colonna sonora riveste un ruolo importante, “che non vuole sottolineare le azioni, ma solo accompagnarle. L’ho scelta in base ai miei gusti e al mio istinto, e l’impatto emotivo che genera è sorprendente”.

Lee Chandler è interpretato da Casey Affleck, e Kenneth Lonergan confessa: “All’inizio il protagonista doveva essere sempre Matt Damon, ma era troppo impegnato. Così abbiamo subito pensato a Casey, uno dei miei attori preferiti. Per fortuna ha accettato”. Poi si parla anche di Oscar: “Per ora non ci voglio pensare, spero solo che la gente vada a vedere il mio film. E che lo apprezzi”. Manchester by the Sea è la cronaca di una tragedia, ma il dramma si alterna all’ironia, e qualche volta si sorride. “Bisogna sempre ridere un po’, senza l’umorismo è difficile che un film funzioni. Ci sono alcune eccezioni, ma ci si riferisce solo alle opere di alcuni grandi maestri”.

Nel film non c’è solo la morte. La vita va avanti e “si parla di amore, fratellanza e voglia di ricominciare. Fino alla fine, noi non sapremo se Lee sta per crollare. Gli è stata data una grande possibilità per tornare a essere padre, ma è terrorizzato. Non può prendersi la responsabilità di crescere un figlio che non è suo. Il finale è aperto”. I paesaggi si alternano ai sentimenti, e la fotografia ha un ruolo determinante. “Ogni giorno cercavamo di immortalare un ambiente diverso. Le condizioni atmosferiche ci hanno aiutato e abbiamo montato una sequenza con una nevicata d’effetto. Bisogna essere pronti a cogliere queste straordinarie manifestazioni della natura”.

Infine il regista torna su Casey Affleck. “Quando ha saputo di essere il protagonista, è diventato euforico. Mi faceva un sacco di domande, e lavorare con lui è stato fantastico. È una persona straordinaria, che ci ha aiutato in molte occasioni”. Manchester by the Sea uscirà nelle sale italiane il primo dicembre.

Gian Luca Pisacane

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Favicon scritto da cinematografo.it il 14.10.2016 alle 00:00