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Torino film festival con Lachman, Salvatores, Costa-Gavras …

Il Torino film festival (18 al 26 novembre) punta sul concorso di opere prime e seconde e una ricca sezione Festa Mobile. Poi incontri,dibattiti, notte horror, notte punk e tanto altro. Le nostre intervista al direttore Emanuela Martini e a Davide Oberto, sezione doc.

Intervista a Emanuela Martini a cura di Giovanna Barreca
Intervista a Davide Oberto a cura di Giovanna Barreca

torinofilmfestival
Nuova e ricca edizione del Torino Film Festival arrivato al suo 34esimo anno che, per la premiazione del miglior film – scelto tra 15 opere prime e seconde selezionate dal direttore Emanuela Martini e da tutto il suo staff -, ha scelto come presidente di giuria il direttore della fotografia Edward Lachman, ricordato soprattutto per l’indimenticabile lavoro in Lontano dal paradiso e Carol di Todd Haynes. Martini, durante la conferenza stampa romana, precisa che i film selezionati hanno generi, tendenze e stili diversi con una forte presenza della vitale cinematografia dell’America Latina. Presente un film italiano: I figli della notte di Andrea De Sica (figlio di Manuel e nipote di Vittorio) e in La mécanique de l’ombre di Thomas Kruithof è presente l’attrice Alba Rohrwacher. Citiamo anche un film portoghese: Porto del documentarista Gabe Klinger prodotto da Jim Jarmusch, con voce off di Chantal Akerman.
Il guest director Gabriele Salvatores, regista definito da Martini “molto affine al Torino film festival” presenterà 5 film grazie ai quali non è diventato avvocato, cioè quei film – accanto a tanti romanzi, canzoni – che gli hanno fornito la spinta emotiva per dire no a una carriera “già pronta” e avviarlo verso il teatro e il cinema. Sono tutti film realizzati negli anni ’60: Jules et Jim di Francois Truffaut, Blow-up di Michelangelo Antonioni, If di Lindsay Anderson, Alice’s restaurant di Arthur Penn e Fragole e sangue di Stuart Hagmann. Il regisa premio Oscar li presenterà al pubblico torinese e, in un altro incontro previsto per il 21 novembre dialogherà sul rapporto “Cinema e musica” con Ezio Bosso e Alberto Barbera. Inoltre al Teatro Sociale di Alba invece sarà protagonista di un incontro sulla valorizzazione del territorio.
Come già annunciato apriranno due film della sezione più ampia del festival: Festa Mobile che è il tentativo di mostrare il meglio delle ultime produzioni mondiali, il più delle volte presentati nei più grandi festival.
In apertura la commedia drammatica Between us di Rafael Palacio Illingworth con Olivia Thirlby, Ben Feldman e cameo di Peter Bogdanovich e in chiusura un film definito da Martini “molto divertente perché ricco di dialoghi surreali” Free Fire di Ben Wheatley con Brie Larson, Cillian Murphy e Arnie Hammer, già acquistato e presto distribuito per l’Italia da Movies Inspired.
Nella sezione godremo due straordinarie interpretazioni di Isabelle Huppert in Elle di Paul Verhoeven e L’avenir di Mia Hansen-Love. Ci saranno poi delle “chicche che se non propone il Torino film festival sarà difficile vedere altrove”: le 8 ore di Lav Diaz in A lullaby for a Sorrowful Mystery, il ritorno a Torino di Brillante Mendoza con Ma’ Rosa, e il tanto atteso Sully di Clint Eastwood. Da recuperare anche Les fils de Jean di Philippe Lioret e Kate Plays Christine di Robert Greene. Gli italiani: Slam – Tutto per una ragazza di Andrea Molaioli che ambienta a Roma il romanzo dell’inglese Nick Hornby, il mockmentary Sono Guido e non Guido di Alessandro Maria Buonomo, Nessuno ci può giudicare di Steve Della Casa e l’atteso Nome di battaglia donna di Daniele Segre sulle partigiane piemontesi che oggi hanno oltre 90 anni. E, come già annunciato, un dietro le quinte di Bolle e della sua compagnia al lavoro: Roberto Bolle. L’arte della danza di Francesca Pedroni.
All’interno di Festa mobile anche Festa vintage con tanti grandi classici come due film di Raffaello Matarazzo: Giuseppe Verdi e La notte delle donne maledette, Giovanna di Gillo Pontecorvo, Where the sidewlk ends di Otto Preminger, Intolerance di D.W. Griffith, Il cacciatore di Michael Cimino, in versione integrale da 183 minuti, uscito qualche mese fa per pochi giorni in sala e il restauro di Palombella Rossa con Nanni Moretti che sarà a Torino per presentarlo.
Poi la sezione “Cose che verranno” familiarmente chiamata “Pecore elettrice. La terra vista dal cinema” che raccoglie le pellicole di grandi autori capaci di immaginare il futuro. Vedremo Ikarie XB1 di Jindrich Palak, film sconosciuti che sono diventati piccoli cult (es. A boy and his dog di L. Q. Jones) e satire frenetiche e anarcoidi come mr. Freedom di William Klein, Sleeper di Woody Allen e Accion mutante di Alex de la Iglesia; film da rivalutare per la loro drammatica attualità come Demon Seed di Donald Cammell”. All’interno classici del grande cinema d’autore e tra questi Il nuovo mondo e Anticipation ou l’amour en l’an 2000, entrambi di Jean-Luc Godard (embrami si interrogano sull’amore e sui sentimenti). E film profetici come La morte in diretta di Tavernier con Romy Schneider e Harvey Keitel dove viene documentata giorno per giorno l’agonia di una scrittrice prossima alla morte.
Davide Oberto presenta una sorta di mappa della sezione documentari del Festival, divisa in due competizione: internazionale e nazionale. 6 opere prime nell’Internazionale e tanti nomi che non erano mai stati presenti a Torino perché: “ci piace ricercare, sperimentare, cambiare”. C’è tanta attenzione al Mediterraneo, al Medioriente e, come per il concorso opere prime di finzione, una buona vitalità del cinema dell’America Latina. Fuori concorso Ta’ang di Wang Bing, presentato al Festival di Berlino, e portato al Festival di Torino perché “è stato il primo festival a portare le sue opere in Italia e perchè si tratta di un regista contemporaneo che, con la sua telecamera digitale ha riflettuto su cosa sia il linguaggio cinematografico” precisa Oberto.
Focus dedicato all’amore con 8 film. Tra questi We make couplet di Mike Hoolboom che è una riflessione sul rapporto di coppia, il marxismo e la rivoluzione e Diario Blue(e) di Titta Cosetta Raccagni.
Fuori concorso anche il film di Fabrizio Ferraro, Colossale sentimento che racconta di due statue che dopo 400 anni possono arrivare nel luogo a loro destinato. Nella nostra intervista Oberto ci parla anche della sezione corti e di cosa non perdere delle tre sezioni che cura.
Massimo Causo presenta la sezione “Onde” con 18 film di autori noti e di tanti giovanissimi che si confrontano con un linguaggio di ricerca spinto in avanti. Il selezionatore precisa: “avremo tanti film che si confrontano con il senso del classico grazie ad autori che hanno rivoluzionato al linguaggio”.
Notte horror, notte punk, After hours e tanto altro dei 158 lungometraggi, 17 mediometraggi e 38 corti presenti al festival su oltre 4000 film visionati e che vi racconteremo direttamente dal festival

giovanna barreca

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Favicon scritto da Giovanna Barreca il 12.11.2016 alle 11:37