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Girotondo

Storie di ordinaria violenza: sette vittime per sette diversi racconti di soprusi. Un approccio al tema non scontato, dall'esito però pasticcione e velleitario

Girotondo di Tonino Abballe (sua anche la sceneggiatura), è un film che, seppur con pochi mezzi, azzarda un approccio sperimentale proponendo diversi racconti di violenza fisica e psicologica attraverso la molteplicità dei punti di vista e il tentativo di vittime e carnefici di mettersi in discussione ricorrendo alla psicanalisi.

Attraverso i personaggi di Erika e Loredana, ma non solo, Abballe narra sette storie differenti ponendo sotto i riflettori il triste tema della violenza. Maggiormente impegnati sono gli interpreti Erika Marconi e Massimiliano Buzzanca, caodiuvati da Loredana Di Pentima, Rosaria Razza, Valentina Ghetti, Antonella Ponziani, Armando De Razza e lo stesso Abballe.

Girotondo tenta una via di fuga dalla staticità narrativa impiegata soprattutto in certo cinema di casa nostra, ma l’ambizione non sempre paga e anche in questo caso ad accusarne maggiormente il colpo è proprio la sceneggiatura, tanto articolata e ricca di spunti da far perdere traccia degli stessi personaggi.

Il risultato è una pasticciata serie di vicende spesso non agevolate da dialoghi poco curati e da scelte stilistiche, seppur a tratti apprezzabili, che cozzano con lo sviluppo narrativo. Buona prova per Valentina Ghetti, mentre la Marconi e Buzzanca, forse alle prese con una prova troppo impegnativa, faticano nel caratterizzare i diversi personaggi restituendo al girato un appiattimento che non tende a impennate nonostante la durata di 78’.

Nico Parente per cinematografo.it

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Favicon scritto da cinematografo.it il 20.06.2017 alle 00:00