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La casa di famiglia: fotografia relazionale tra commedia e malinconia

In sala Augusto Fornari porta una storia di sorellanza e fratellanza con un buon mix di leggerenza, malinconia in situazioni spesso comiche e a tratti grottesche. La nostra intervista al regista e ai protagonisti Matilde Gioli, Lino Guanciale e Stefano Fresi. Al cinema dal 16/11.

Intervista ad Augusto Fornari, Matilde Gioli, Lino Guanciale e Matilde Gioli a cura di Giovanna Barreca

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Tre fratelli (Lino Guanciale, Stefano Fresi, Libero De Rienzo) e una sorellina minore (Matilde Gioli) già nell’infanzia sviluppano tra di loro dinamiche relazionali forti che rimarranno invariate nella loro vita da adulti. Sceglieranno percorsi di vita diversi ma, quando il padre (Luigi Diberti) si risveglia da un coma lungo 5 anni, dovranno trovare una soluzione per restituire alla vita dell’uomo una parvenza di normalità e riottenere la casa di famiglia, preventivamente venduta. E per farlo dovranno parlarsi, dovranno relazionarsi uno con l’altro e incontrarsi in un nuovo terreno sentimentale vergine per tutti.
Chiedere al nuovo proprietario – vecchio compagno di scuola bullizzato dai quattro – di concedergli un po’ di tempo, riottenere i mobili venduti porterà a scene esilaranti che, strappando più di una risata, permetteranno allo spettatore anche di riflettere sulle dinamiche familiari comuni a molti, e – come precisa il regista: “Come un vaso di pandora dove sono celati tanti non-detti, bugie, malcontenti che va scoperchiato” forse per ritrovare se stessi e un’armonia con gli altri.

Da pièce teatrale, la sceneggiatura di La casa di famiglia è stata sviluppata dal regista Augusto Fornari con il fratello Toni (anche attore nel ruolo di Zaffarano, nuovo proprietario della villa), Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli, avvalendosi per la fotografia di Sebastiano De Pascalis che lavora molto per rendere lo spazio della casa protagonista (con pareti decadenti, bisognose di cure), fondamentale per ritrovare un rapporto nuovo e più maturo tra i fratelli, per tornare a prendersi cura uno dell’altro come del loro nido di bambini e regalare le giuste attenzioni al genitore.
E nelle note di regia Augusto Fornari spiega la sua fascinazione rispetto ai piccoli-grandi drammi familiari: “Ho sempre ravvisato un’antica eco che rimanda alla forza epica della tragedia greca. Del resto Edipo, Elettra, Antigone, Medea, non sono forse dei drammi familiari? E i miei protagonisti non ripercorrono lo stesso percorso degli eroi?”.

Nella nostra intervista gli attori e l’autore ci raccontano il loro concetto di legame di famiglia, di legame di sangue e Fresci amplia l’analisi arrivando al concetto di legami di condivisione.

Il film è distribuito da Vision distribution e arriverà nelle sale dal 16 novembre.

giovanna barreca

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