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Gipi: riflessione scanzonata sulla fragilità

Il ragazzo più felice del mondo in Sconfini. Nella nostra intervista al regista e agli attori/amici spazio per gli aspetti più divertenti dell'opera ma anche per una riflessione sulla politica migratoria del nuovo governo.

Intervista a Gipi, Gero Arnone, Davide Barbafiera, Francesco Daniele a cura di Giovanna Barreca

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Un piccolo film “per far ridere”, tra mostri sacri dell’arte cinematografica. Un documentario che è anche fiction, backstage, diario intimo di uno dei fumettisti italiani più attenti alla contemporaneità e agli orrori della politica nostrana che sbarca al Lido e fa ridere e riflettere i tanti che si sono messi in fila per non perdere la prima mondiale, prima dell’uscita in sala a novembre per Fandango.
Il ragazzo più felice del mondo, secondo lungometraggio di Gipi, Gian Alfonso Paciotti, in Sconfini alla 75esima Mostra del cinema di Venezia è ricco di momenti umoristici, altri scanzonati e altri totalmente deliranti legati ad una storia molto affascinante e vera.
Gipi su facebook vede il post di un collega fumettista che pubblica la foto di una lettera ricevuta da un giovane fan che gli chiede un disegno, dichiarando tutta la sua stima e allegando francobollo per facilitare la spedizione dell’opera, precisando che il dono lo renderebbe il ragazzo più felice del mondo. Ma Gipi quella lettera l’aveva già vista perchè era arrivata vent’anni fa anche a lui, allora giovane autore di una rivista erotica. Scatta la curiosità. Chi è il fan? Perchè si finge un giovane adolescente per chiedere un disegno? Perchè non cercarlo? Perchè non unire tutti i suoi colleghi e realizzare, in un solo giorno, tutti i desideri del fan?
Il film racconta tutto come se seguissimo Gipi in questa ricerca. Parellelamente scorre sullo schermo una riflessione sulla fragilità dei disegnatori, bambini per sempre.
In scena il regista-attore e voce narrante e la sua piccola troupe improvvisata formata da Gero Arnone, Davide Barbafiera e Francesco Daniele che, ad un certo punto, per ragioni “finto-produttive”, viene modificata e appaiono come sostitute Katia Smutniak e Jasmine Trinca. Esilarante il cameo dello sceneggiatore-fumettista Mauro Uzzeo nelle vesti della chiromante barbuta alla quale chiedere aiuto.
Nella nostra intervista ridiamo con regista e attori soprattutto per l’inizio del film quando Gipi si reca dal produttore Procacci proponendo il soggetto del suo nuovo film: “La vita di Adelo”, remake al maschile del successo di Abdellatif Kechiche e poi, il regista ci rivela il suo sentimento di profonda vergogna per le scelte migratorie del nuovo governo.

giovanna barreca

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