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L’Armadillo di Zerocalcare sbarca al Lido

Emanuele Scaringi in Sconfini presenta il film sul best seller del fumettista: elaborazione di un lutto con il tono della commedia. La nostra intervista al regista, a Valerio Aprea e Simone Liberati. Nelle sale dal 13 settembre.

Intervista a Emanuele Scaringi, Simone Liberati e Valerio Aprea a cura di Giovanna Barreca

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“Mi piace la freschezza con la quale racconta con disincanto e senza retorica la periferia, una metropoli del mondo” afferma Emanuele Scaringi parlando di Zerocalcare al quale rende omaggio adattando il suo bestseller: La profezia dell’armadillo.
“La sfida maggiore è stata voler realizzare un commedia partendo da un dolore, dall’elaborazione di un lutto e per farlo ci sono diversi passaggi che lavorano sull’emotività del personaggio di Zero” precisa l’autore in casa Fandango ormai dal 2001 e che a Venezia presenta il suo primo lungometraggio.
Nella nostra intervista il regista ci spiega come è riuscito a tenere insieme il racconto tragi-comico di Zero, ventisettenne che, come tanti, vive di lavoretti, la sua necessità di esprimersi attraverso il disegno e manifestare tutto il suo disagio.
La parte sicuramente più riuscita è quando il tono si fa dolce-amaro e le riflessioni sulla società contemporanea più taglienti.
Zerocalcare è Simone Liberati e l’Armadillo è Valerio Aprea ma sono presenti, in piccoli ruoli, anche Laura Morante (la mamma di Zero), Pietro Castellito, Claudia Pandolfi, Kasia Smutniak, Adriano Panatta.
Musiche originali di Giorgio Ciampà.
Consapevoli della fama e del culto con il quale Zerocalcare è seguito, alla sceneggiatura hanno collaborato anche Michele Rech, Oscar Gliotti, Valerio Mastandrea e Johnny Palomba.

giovanna barreca

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