Una madre estrema e un figlio amorevole

Un giorno all'improvviso è l'ottimo debutto di Ciro D'Emilio alla regia di un lungometraggio. In Orizzonti. La nostra intervista al regista e ai due attori protagonisti: Giampiero De Concilio e Anna Foglietta. In sala dal 29/11.
Intervista a Ciro D'Emilio e Giampiero De Concilio a cura di Giovanna Barreca
Intervista a Anna Foglietta a cura di Giovanna Barreca

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L’alchimia più bella vista tra due attori italiani in questa 75esima Mostra del cinema di Venezia? Sicuramente quella tra Anna Foglietta e il giovanissimo Giampiero De Concilio.
Nel film Un giorno all’improvviso, opera prima di Ciro D’Emilio, presentata in Orizzonti sono, rispettivamente, una madre napoletana affetta da narcisismo patologico e un figlio amorevole in cerca di riscatto sociale e desideroso di lasciare la sua città soprattutto per allontanare la madre dall’ambiente nocivo del quartiere (e dall’ex marito che non la vuole più) e regalarle una nuova vita.
Il ruolo da difensore nella squadra di calcio locale del ragazzo, quella che potrebbe lanciarlo verso le grandi società di serie A, è merafora delle sue difficoltà nello stare al mondo. Racconta un ragazzo costretto a diventare grande prima del tempo e pronto ogni giorno a parare colpi violenti; alla prima fidanzatina che gli ricorda che hanno solo 17 anni, Antonio risponde: “Davvero? Non me ne sono mai accorto”.
Madre e figlio è come se fossero mossi da due intense forze che lo spettatore può percepire nella loro intensità rata: quella dell’amore per Antonio e quella, alla fine, dell’autodistruzione per Miriam.

Abbiamo chiesto al regista molto sull’aspetto stilistico, sul lavoro compiuto soprattutto in tre location fondamentali come il campo di calcio, la casa di famiglia dei due e l’orto. E non abbiamo trascurato domande sul lavoro compiuto sulle musiche anche perchè D’Emilio ha un passato come regista di videoclip e qui il lavoro sulla musica diegetica ed extra-diegetica trova un equilibrio perfetto per raccontarci lo stato d’animo dei personaggi.
La voce del regista vi restituisce tutta l’emozione di questo debutto che ad un certo punto, in fase di produzione, ha vissuto un’accelerazione inaspettata e li ha portati a girare in primavera per poi montare velocemente una prima versione da presentare ai selezionatori di Venezia solo poche settimana prima delal scadenza del termine.
Per Anna Foglietta un importante lavoro anche sul dialetto napoletano. Nella nostra intervista l’attrice denuncia anche come nel film ci sia una forte denuncia: la mancanza della politica che non si prende cura delle comunità e di risollevare le persone dalla loro condizione.

giovanna barreca