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The miseducation of Cameron Post: diseducare all’omosessualità

Dopo aver vinto l’ultimo Sundance arriva alla 13° Festa del cinema di Roma, "La diseducazione di Cameron Post", al cinema dal 31 ottobre. La nostra intervista alla regista Desiree Akhavan

Intervista a Desiree Akhavan di Marilena Vinci

La diseducazione di Cameron Post 2Roma, sabato 20 ottobre – Curare l’omosessualità attraverso un percorso di “correzione” in una sorta di centro riabilitativo. Accade in La diseducazione di Cameron Post, film diretto da Desiree Akhavan, regista newyorkese di origini iraniane, con protagonista Chloë Grace Moretz (Suspiria, Sils Maria, Hugo Cabret).

Tratta dall’omonimo romanzo di Emily M. Danforth (in uscita in Italia per Rizzoli il 23 ottobre) la storia è ambientata in una cittadina del Montana, nel 1993. Quando viene sorpresa a baciarsi con una ragazza durante il ballo della scuola, la giovane Cameron Post viene spedita in un centro religioso, God’s Promise, in cui una terapia di conversione dovrebbe “guarirla” dall’omosessualità. Insofferente alla disciplina e ai dubbi metodi del centro, Cameron stringe amicizia con altri ragazzi, finendo per creare una piccola e variopinta comunità capace di riaffermare con orgoglio la propria identità.
Dopo aver vinto l’ultimo Sundance Film Festival ed essere stato presentato alla tredicesima Festa del cinema di Roma, La diseducazione di Cameron Post  è al cinema dal 31 ottobre distribuito da Teodora film.
Ascolta la nostra intervista alla regista Desiree Akhavan.

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