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#RomaFF13 – Il mistero dell’adolescenza per Lucibello

Barbora Bobulova e Benedetta Porcaroli sono le protagoniste del thriller Tutte le mie notti di Manfredi Lucibello, presentato in Alice nella città. Le nostre interviste alle due attrici, all'attore Alessio Boni e al regista.

Intervista a Manfredi Lucibello, Barbora Bobulova, Benedetta Porcaroli e Alessio Boni a cura di Giovanna Barreca

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Si può essere disposti a tutto, ad andare anche contro la propria morale per salvare il futuro della propria azienda? Federico Vincenti (Alessio Boni) con “le ragazzine” non ci va, come dice anche al suo avvocato (Barbora Bobulova) ma per il patner commerciale – che potrebbe salvare la sua impresa – organizza festini. Tutto si complica quando un incontro finisce male e una delle ragazze coinvolte (Benedetta Porcaroli) e l’avvocato dell’uomo – accorsa per aiutarlo – si incontrano. Il thriller Tutte le mie notti di Manfredi Lucibello, presentato in anteprima mondiale in Alice nella città alla Festa del cinema di Roma, diventerà: “la storia di due donne che cambieranno le prospettive delle loro vite”, come afferma anche ai nostri microfoni l’autore e co-sceneggiatore (insieme ad Andrea Paolo Massara).
Il primo pregio dell’opera è certamente la ricerca stilistica. Manfredi Lucibelli non ha paura di osare nell’indagare nel profondo dell’animo dei personaggi in scena e nello scegliere una luce fatta di opacità imperfette per rendere al meglio la prigione (la casa) delle due donne, diverse per temperamento e per età. Veronica e Sara si confronteranno per tutta la lunga notte raccontata nel film, fino al mattino quando – in un’intricata radura metafisica che nasconde molto alla vista – la vicenda troverà una sua conclusione, con un finale ben ideato e, per certi aspetti, sorprendente.
E poi lo spettatore sentirà crescere la tensione in quella casa grazie alla potenza dei volti delle protagoniste, nel loro andirivieni tra le pareti della casa e il giardino. Veronica (Bobulova) è un personaggio che deve rimettere in gioco tutte le sue convinzioni, mentre Sara (Porcaroli) è magnetica nel mostrare l’ingenuità dell’adolescenza che entra ferocemente in contatto con l’orco del bosco che non ha mai le fattezze del mostro, forse capendo che non c’è più spazio ad azioni gioco senza conseguenze nella nostra quotidianità.

Il film è prodotto dai Manetti Bros che hanno accompagnato Manfredi nel suo debutto al lungometraggio di finzione, dopo i successi del cortometraggio Storia di nessuno e del documentario Centoquaranta – La strage dimenticata (qui la nostra intervista al regista quando lo presentò in anteprima al Festival dei Popoli: http://www.radiocinema.it/115379/news/popoli-la-tragedia-del-moby-prince)

giovanna barreca

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