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Folco Quilici al Guerre&Pace

19/07/11 - Inaugurata ieri a Nettuno la 9/a edizione della rassegna che proseguirà fino al 24. Apertura con L'ultimo volo di Quilici e 20 sigarette di Amadei.

Ascolta le interviste di RADIOCINEMA ai protagonisti dell’inaugurazione:

  • il direttore artistico del Guerre&Pace, Stefania Bianchi
  • Folco Quilici
  • Aureliano Amadei
  • Si è aperta ieri a Nettuno la 9/a edizione del Guerre & Pace Filmfest, rassegna diretta da Stefania Bianchi dedicata al modo in cui il cinema legge i conflitti internazionali e le successive pacificazioni. L’edizione di quest’anno, che proseguirà fino al prossimo 24 luglio, privilegia l’approfondimento relativo all’Unità d’Italia e dunque ai 150 anni di storia patria, un tema cui è stato dato il titolo di La nostra storia dall’Unità nazionale ad oggi. In tal senso il festival sarà chiuso dal film di Mario Martone Noi credevamo, il cui profondo senso storico-politico è ormai diventato di dominio comune e la cui importante rilettura di storia unitaria è oramai assurta a strumento indispensabile per guardare al passato come al presente. Nel mezzo però vi saranno anche le proiezioni di Un tè con Mussolini di Franco Zeffirelli, La Grande Guerra di Mario Monicelli, Porzus di Renzo Martinelli, Mediterraneo di Gabriele Salvatores e La prima linea di Renato De Maria, il cui sguardo più che a conflitti “guerreggiati” è rivolto a un’altra fase molto drammatica della storia recente del nostro paese, quella del terrorismo.

    Nella serata di apertura del 18 luglio, nell’affascinante scenario del Forte Sangallo, sono invece stati proiettati L’ultimo volo di Folco Quilici, ricostruzione storica intorno all’ancora misteriosa morte di Italo Balbo, e 20 sigarette di Aureliano Amadei, film d’esordio del regista dedicato all’attentato di Nassiriya. Il film di Quilici in particolare è stato realizzato anche grazie all’indispensabile archivio audiovisivo di Cinecittà Luce, cui il Guerre & Pace FilmFest dedica quest’anno un focus con la proiezione di parte della più recente produzione dell’istituto, da Sessantotto. L’utopia della realtà a I 600 giorni di Salò, da Il caso Laura D’Oriano a Il regime fascista, fino a Il primo dopoguerra 1919-1922, a La lunga calza verde e a Ma che storia, quest’ultimo firmato dal documentarista Gianfranco Pannone. A lato delle proiezioni, sarà possibile visitare tre mostre: la Mostra Gioventù ribelle, l’esposizione curata dal Corpo militare della Croce Rossa Italiana e quella curata dal Comitato Atlantico Italiano; e sarà inoltre possibile assistere alla presentazione di diversi libri, sempre restando in tema, passando da Schermi di piombo – Il terrorismo nel cinema italiano di Christian Uva per arrivare a Il carnefice di Francesca Bertuzzi.

    ALESSANDRO ANIBALLI

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