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Qualche nuvola

Proletari e altoborghesi si incontrano, ancora una volta, a Roma nella commedia di Saverio Di Biagio presentata al Festival di Venezia 2011 nella sezione Controcampo italiano.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Qualche nuvola

Trama: Cresciuto in un quartiere popolare della periferia romana, Diego ha scelto è riuscito a evitare la strada della piccola criminalità a favore di un onesto e tranquillo lavoro come operaio in un cantiere. Con la testa altrettanto sulle spalle è Cinzia, la ragazza della porta accanto con l’obiettivo fin da bambina, di sposarsi e metter su famiglia. Quando viene annunciato il matrimonio tra i due, tutta la borgata si mobilita per dare una mano nei preparativi, ma qualcosa inizia ad offuscare l’idilliaco progetto.

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale: Qualche nuvola
Regia: Saverio Di Biagio
Sceneggiatura: Saverio Di Biagio
Fotografia: Francesco Di Giacomo
Montaggio: Marco Spoletini
Musica: Francesco Cerasi
Cast: Michele Alhaique (Diego), Primo Reggiani (Ivan), Greta Scarano (Cinzia), Aylin Prandi (Viola), Giorgio Colangeli (Umberto), Pietro Sermonti (Carlo), Michele Riondino (Don Franco), Elio Germano (venditore)
Anno: 2011
Durata: 99′
Origine: Italia
Genere: drammatico
Produzione: Minollo Film, Bartlebyfilm, Relief; in collaborazione con Rai Cinema, DAP Italy
Distribuzione: Fandango
Data di uscita: 27 giugno 2012

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Recensionescritta da Daria Pomponio

Le vie della commedia italiana sono infinite, così come le possibili variazioni cinematografiche sul tema del “matrimonio”. Topos classico della commedia romantica, la crisi pre-matrimoniale investe questa volta una coppia di proletari nata e cresciuta nella borgata romana del Quadraro, protagonisti del film di Saverio Di Biagio Qualche nuvola. Presentato a Venezia nella sezione Controcampo Italiano, l’esordio nel lungometraggio di Di Biagio ritrae un’umanità schietta e ruspante, che rischia di sfaldarsi al contatto con la Roma dei quartieri alti. Diego (Michele Alhaique) lavora come manovale in un cantiere ed è prossimo a sposarsi con Cinzia (Greta Scarano), aspirante casalinga e madre di famiglia. Ma quando l’ingegnere a capo della sua impresa edile (un perfido Pietro Sermonti) gli propone il restauro di un appartamento nel centro di Roma, le sue certezze vacillano e il suo destino si fa più incerto. Ad abitare il lussuoso loft troverà infatti la bella (e ricca) Viola (Aylin Prandi), con la quale intreccerà una relazione clandestina.

In questa osservazione della vita di periferia, Saverio Di Biagio si lascia sedurre un po’ troppo dai suoi personaggi, non li giudica mai né riesce a metterne in luce gli errori, resta di fatto troppo condiscendente. La contrapposizione tra periferia e centro di Roma, di per sé un’idea non troppo originale (frequente nel cinema dei telefoni bianchi, nel successivo neorealismo rosa e nella commedia all’italiana), è poi oggetto di paragoni manichei: i proletari vanno al corso di salsa e giocano a calcetto, mentre i ricchi si dedicano alla fotografia, ai vernissage, alla lettura. Quello di Viola non è però un personaggio negativo, anzi, anche lei è in fondo una vittima dei sotterfugi di Diego. Ma il ritratto della periferia realizzato dal regista non mente e ci dice che agli abitanti del Quadraro vanno tutte le sue simpatie. Nutrito e variopinto è d’altronde il côtè dei comprimari di periferia, tra i quali spiccano i manovale senior interpretato da Giorgio Colangeli, l’amica del cuore della futura sposa Barbarona (Veronica Corsi, sovrappeso e, naturalmente, assai coatta), l’amico traffichino Ivan (Primo Reggiani) e quello sacerdote Franco (Michele Riondino). Non si riesce ad evitare di provare una sensazione di “già visto”: Qualche nuvola infatti lesina in originalità e preferisce scorrere su binari ben oliati e scorrevoli. Le tensioni sono ridotte al minimo sindacale e persino il tradimento di Diego non genera il gran trambusto che ci si aspetterebbe da questa umanità verace, ritratta utilizzando i soliti, confortevoli cliché. Infastidisce un po’ il raid manesco tutto al femminile operato da Cinzia e Barbarona ai danni della povera Viola, sintomo evidente di una degenerazione della gioventù odierna di periferia. Peccato per il bravo Michele Alahique, perfettamente credibile come borgataro tormentato, insoddisfatto e in cerca di nuove avventure. Compare in un piccolissimo ruolo anche , nelle vesti di un diabolico venditore (e televenditore) di letti e materassi. Nel complesso la confezione del film è di buon livello e ci si concede anche qualche piacevole risata, attendiamo dunque Di Biagio alla sua seconda prova registica, augurandoci che sia più coraggiosa e personale di questa.


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Interviste i protagonisti raccontano

Intervista all'attrice Ailyn Prandi
Intevrista all'attrice Greta Scarano
Intervista all'attore Primo Reggiani
Intervista al regista Saverio Di Biagio
Intervista al protagonista Michele Alhaique
Intervista all'attore Michele Riondino
Audiorecensione

Intervista all'attrice Ailyn Prandi
Intevrista all'attrice Greta Scarano
Intervista all'attore Primo Reggiani
Intervista al regista Saverio Di Biagio
Intervista al protagonista Michele Alhaique
Intervista all'attore Michele Riondino