in questo momento su RadioCinema:

  • Traccia

  • Autore

  • Film

App iPhone | Podcast | Radiofrequenze

Diversamente Giovane

Il giornalista Marco Spagnoli racconta sessant'anni di cinema italiano attraverso gli aneddoti dell'avvocato che ha seguito gli artisti più importanti dal dopoguerra a oggi:Giovanna Cau.

Dalla nostra inviata LIA COLUCCI

Ascolta l’intervista di RADIOCINEMA al regista:

  • Marco Spagnoli
  • Il cinema è fondamentalmente una macchina ingiusta, accende il cono di luce solo sulle ballerine di prima fila, sostanzialmente gli attori ed i registi ed in qualche raro caso i produttori, e consegna all’oblio coloro che sono molto spesso il vero motore della settima arte. A volte, però, ci sono delle eccezioni. Una di queste è il documentario del giornalista cinematografico Marco Spagnoli sull’Avvocato Giovanna Cau dal titolo: Giovanna Cau Diversamente Giovane, presentato alla VI Edizione del Festival Internazionale del Film di Roma nella sezione Extra Fuori Concorso, ciclo curato da Mario Sesti. Il giornalista Spagnoli, che ha alle spalle una certa esperienza da regista, ha infatti ideato e girato Hollywood sul Tevere presentato a Venezia in Controcampo nel 2010 e ha vinto un Nastro D’Argento per il miglior documentario con Hollywood Invasion, anch’esso presentato a Venezia 2011 in Controcampo, questa volta si cimenta con il documentario biografico. Ha infatti raccontato attraverso le immagini di questo suo lavoro, uno dei personaggi più emblematici, influenti e rappresentativi non solo del cinema ma anche della politica (di sinistra) e del mondo del sociale italiano.

    Stiamo parlando di Giovanna Cau, l’avvocato che ha attraversato la storia di tutto il cinema italiano dal dopoguerra ad oggi e, sebbene abbia raggiunto la veneranda età di 88 anni, ancora lavora alacremente. La macchina da presa non deve fare particolari acrobazie per abbracciare i suoi aneddoti, quasi tutti inediti, e in cui la protagonista ricorda con un briciolo di rimpianto i suoi vecchi amici, molti dei quali scomparsi. La Cau racconta di quando reggeva il gioco a Federico Fellini che spesso tradiva la sua Giulietta Masina, poi ci svela un Marcello Mastroianni inedito: un uomo di grandi sentimenti che sostanzialmente non ha mai imparato ad amare seriamente. Proseguendo con l’aneddotica l’avvocato parla di Catherine Deneuve e della sua mania per il basilico e di Antonio Pietrangeli che la colpì per essere un bibliofilo raffinatissimo che aveva declinato tutta la sua cinematografia al femminile. Poi le interviste spaziano da Giuliano Montaldo a Carlo Lizzani, tutti d’accordo nel dire che lo studio di Giovanna Cau era molto di più di uno Studio Legale, piuttosto un luogo di incontro privo di tensioni, dove c’era il tempo per scambiarsi opinioni, informazioni e anche pensieri politici. Al centro della scena c’è sempre lei, l’Avvocatessa, discreta e dotata di un incredibile senso dell’umorismo. Le ultime nostalgiche immagini la ritraggono nel suo albergo preferito al Lido di Venezia, dove la gentilezza e la cortesia del personale unita alla vicinanza dei pochi amici rimasti, la fanno ritornare per qualche giorno, durante il Festival, ai tempi più lieti.

    Commenti

    commenti