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Belli e indipendenti

Belli e indipendenti – Indagine sull’odierno cinema indipendente a cura di Giovanna Barreca

Ascolta l’intervista a:

  • Adriano Aprà
  • Questa settimana, dopo Penultimo paesaggio di Fabrizio Ferraro, consiglio per la sala, aggiungiamo un suggerimento per regalare-regalarsi un buon dvd. Grazie a Raro Video, arte cinema visioni è stato nuovamente editato Il conformista di Bernardo Bertolucci, film del 1971, candidato all’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia che non partecipò alla scrittura della sceneggiatura, anzi l’allora giovane regista gli chiese il permesso di tradire il suo testo per poter realizzare la trasposizione (cosa che non è accaduta con Io e te, l’ultimo film in post-produzione di Bertolucci dove l’autore del romanzo – Nicolò Ammaniti – ha preso parte alla scrittura dell’adattamento e poi della sceneggiatura). Al centro della narrazione Marcello Clerici (Jean-Louis Trintignant), un agente della polizia fascista che per tutta la vita ricerca disperatamente la normalità in una vita segnata fin dall’infanzia da un sentirsi diverso. (Moravia: “Egli era un anormale, non poteva fare a meno di pensare, o meglio di sentire, con una viva, fisica consapevolezza di questa anormalità, un anormale segnato da un destino solitario e minaccioso e ormai avviato per una strada sanguigna sulla quale nessuna forza umana avrebbe potuto fermarlo.”).

    Bernardo Bertolucci nel 1969, al suo terzo lungometraggio, per la prima volta poteva avvalersi dell’apparato produttivo di una grande major come la Paramount (“in Italia si chiamava Mars Film” precisa lo stesso autore) ma dalla sceneggiatura, fino al montaggio – accanto a Franco Arcalli che lo convinse anche a tagliare un piano sequenza e a usare il flashback – si lasciò guidare dalle intuizioni per un cinema sempre coniugato al presente, dove solo l’autore, in totale indipendenza, poteva coordinare e creare il lavoro alla base del film e poi il suo sviluppo. Quindi abbiamo scelto di suggerire tale home video perché Bertolucci (a inizio carriera aiuto regista di Pier Paolo Pasolini) qui dimostra di saper giocare e scardinare i codici del cinema classico, saper sublimare l’immagine, prendersi la sua indipendenza come autore che si avvicinava alla psicoanalisi e che si sentiva profondamente coinvolto dalla nouvelle vague francese. Regala al film non solo le immagini della Parigi viva del fronte popolare ma le mette in forte contrasto con quelle dell’architettura fascista del quartiere Eur di Roma, ripreso come luogo demoniaco per antonomasia, capendo fino in fondo, per la prima volta, il ruolo da protagonista dell’ambientazione scenica.

    Nell’operazione di riedizione il valore aggiunto davvero prezioso è dato dall’extra realizzato dal professor Adriano Aprà che tenta di ‘scrivere’ con l’audiovisivo utilizzando le immagini stesse del film, i suoi contenuti e persino le sue ‘misure’ attraverso la stilometria: ci guida nei movimenti di macchina scelti dal regista, nei numero dei campi messi in contrapposizione ai piani, ai movimenti attivi che non si limitano a seguire il personaggio, fino a spiegare il maggior equilibrio raggiunto dall’autore tra uso di inquadrature fisse e in movimento. Ampio spazio è lasciato anche alle dissonanze comiche scelte da Bertolucci con l’attore Jean-Louis Trintignant raccontate, con altro, in una lunga intervista col regista. Adriano Aprà rivoluziona il genere dei contenuti speciali dei dvd sia con Il conformista che con I Clowns di Federico Fellini, edito sempre per la Raro Film.

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