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Pace Detassis-Barbagallo

In seguito alla guerra di comunicati stampa che nelle ultime settimane ha ingarbugliato la situazione intorno ai vertici del Festival Internazionale del Film di Roma, già funestata da un’impasse prevista e prevedibile, Giuseppe Piccioni – tra i fondatori della Libreria del Cinema, a Roma, e tra i principali animatori del movimento dei 100autori – ha invitato il direttore uscente della kermesse romana, Piera Detassis, a un incontro aperto per un chiarimento e per giungere all’eventuale formulazione condivisa di una possibile soluzione alla crisi. Piera Detassis ha accettato l’invito, presentandosi all’appuntamento prima di tutto per ricostruire i passaggi che hanno condotto all’attuale stato di cose: la Vigilia di Natale – a pochi giorni dalla scadenza ufficiale del mandato – Detassis scopre dai giornali l’intervento congiunto del sindaco di Roma Gianni Alemanno e della presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, che propongono – senza consultare nessuno degli interessati e in deroga al regolamento del festival che prevede la nomina del direttore come appannaggio esclusivo del Presidente della Fondazione (il cui ruolo è attualmente detenuto da Gian Luigi Rondi) – la nomina a direttore di Marco Müller, che dal canto suo ha appena lasciato la guida della Mostra del Cinema di Venezia; poi, pochi giorni fa, il comunicato – inatteso da più parti, tra l’altro anche da diverse voci interne la stessa associazione – dell’Anica, associazione dei produttori, che si dice preoccupata per la fase di stallo delle trattative e, dato per non più eleggibile il precedente direttore, dichiara il proprio appoggio a Müller. Detassis ha perciò espresso alla folta platea di autori, produttori, giornalisti e professionisti del settore raccolti per l’occasione il proprio dissenso rispetto all’intrusione illegittima dei politici nelle vicende del festival e ha ribadito il rammarico per esser stata impropriamente considerata oggetto di “veti incrociati”, che invece secondo il suo parere sarebbero attribuibili allo stesso Müller.

Il primo a rispondere è stato Angelo Barbagallo, presidente dei produttori dell’Anica e diretto responsabile del comunicato incriminato. “Visto il rischio che tutti noi produttori insieme agli autori da noi rappresentati e promossi stavamo e stiamo ancora correndo” – il blocco prolungato delle attività del festival prevede infatti un’incertezza deleteria sull’edizione 2012 – “mi è sembrato necessario invitare a una rapida soluzione, indicando nel candidato che secondo criterio di buon senso sembrava più facilmente eleggibile, il possibile successore”. Diversi produttori presenti hanno ribadito la loro distanza dalla scelta del loro rappresentante Barbagallo, stigmatizzando l’ingerenza della politica nella scelta e nella direzione dei vertici delle istituzioni culturali, pratica divenuta ormai non più tollerabile. “Questa esplicitazione, tanto appariscente dello stato delle cose, credo debba essere considerata anche come un’occasione, un momento importante per prendere parola, per fare qualcosa”. Questo l’invito razionale e pacato di Piera Detassis, al quale hanno risposto in molti, a cominciare dall’ospite Piccioni e dallo stesso Barbagallo proponendo una rapida ma ampia consultazione che possa portare in tempi brevi a una controproposta degli autori e dei produttori per un cambio di prospettiva ma anche e soprattutto per una concreta e felice soluzione di questa inutile crisi.

SILVIO GRASSELLI

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