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Una spia non basta

Dopo Charlie's Angels, McG - al secolo Joseph McGinty Nichol - ci riprova con una commedia che mescola azione, spie e affari di cuore, sbagliando le dosi e il cast.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM

Trama: Tuck e Franklin sono due agenti della CIA, migliori amici fin dall’infanzia, il cui solido rapporto viene messo alla prova dall’incontro con la bella Lauren, della quale entrambi si innamorano. E poiché la donna, indecisa su chi scegliere, inizia una relazione con l’uno e l’altro, a Tuck e Franklin non resta altro che dare inizio alla contesa in una sfida senza esclusione di armi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale This Means War
Regia: McG
Sceneggiatura: Timothy Dowling, Simon Kinberg
Fotografia: Russell Carpenter
Montaggio Nicolas De Toth, Jesse Driebusch
Musica: Christophe Beck
Cast: Chris Pine (Franklin FDR Foster), Tom Hardy (Tuck), Reese Witherspoon (Lauren), Til Schweiger (Heinrich), Chelsea Handler (Trish), Angela Bassett (Collins), Abigail Spencer (Katie)
Anno: 2012
Durata: 97′
Origine: Stati Uniti
Genere: commedia, azione, sentimentale
Produzione: Overbrook Entertainment, The Robert Simonds Company, Robert Simonds Productions
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 20 aprile 2012

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Recensionescritta da Silvio Grasselli

C’è poco da fare: lo spionaggio al cinema (e non solo) è tornato di gran moda. Lo sa bene McG (al secolo Joseph McGinty Nichol), che prima di dirigere Una spia non basta – film a suo modo sperimentale – è stato il responsabile dei due capitoli delle Charlie’s Angels cinematografiche nonché del varo del progetto televisivo della serie televisiva nerd Chuck.

Il genere però – soprattutto se non sei Kubrick o Hitchcock – tende a ripetersi rischiando di stufare, e allora che fare? Provare l’ennesima ibridazione. In questo senso Una spia non basta è una sperimentazione, perché svuota lo spy-action di un po’ di movimento, d’intrighi e di esplosioni e lo riempie con le baruffe amorose di tre giovani adulti riconfigurate dal registro spionistico. Risultato: Tuck e FDR Foster s’innamorano della stessa donna, che, inconsapevole, ricambia entrambi, e per decidere chi dei due l’avrà vinta ingaggiano una lotta senza quartiere – sfruttando tutti i mezzi messi a disposizione da una CIA sempre più disneyana – per conquistarne definitivamente il cuore.

Sulla carta una diversione sfiziosa e potenzialmente appetitosa. peccato che McG di commedia romantica non ci capisca un acca: per questo le acrobazie e le esplosioni promesse da un incipit canonico ma ammiccante e invece quasi del tutto non mantenute, lasciano il posto a scenette da commedia degli equivoci poco divertenti perché poco scritte. I due vitelloni Chris Pine e Tom Hardy avrebbero partecipato più volentieri a un action movie e si vede: imbarazzati e un po’ goffi non sanno far di meglio che illuminare sotto i riflettori denti, occhi, capelli fino allo spasimo. Reese Witherspoon è coerentemente fuori ruolo, per quanto non si possa dire che un ruolo degno di questo nome la sceneggiatura sia riuscita a fornirglielo.Tutto intorno scenografie globalizzate in perfetto stile mobilificio all’ingrosso (avete presente IKEA, no?). Il finale? Diciamo solo questo: irritantemente sbagliato.
Un vero peccato perché l’ibridazione spericolata di generi classici sembra poter essere una delle ultime carte da giocare per l’industria cinematografica statunitense prima di una inevitabile – e auspicabile – palingenesi.

SILVIO GRASSELLI


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