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Festival del Cinema Europeo

Dal 17 al 22 aprile al cinema Massimo di Lecce, la tredicesima edizione del festival, con il concorso lungometraggi europei, le retrospettive dedicate a Emir Kusturica e Sergio Castellitto oltre a tanto spazio lasciato alla discussione, attraverso i film, di temi sociali.

Armonia dalle differenze. Se in un festival che propone oltre 100 pellicole tra concorso internazionale, focus, eventi è possibile trovare un fil rouge, probabilmente per la tredicesima edizione del Festival del Cinema europeo di Lecce (17-22 aprile) potrebbe essere proprio questa particolare capacità di armonizzare elementi, cinematografie ed autori completamente diversi. Ed è questa anche la natura della musica kitsch-soul della Stribor Kusturica and the Poisoners, un amalgama di diversi componenti – tra i quali il regista Emir Kusturica e figlio (tra i fondatori) – che hanno la capacità di raccontare, attraverso la musica, una terra ricca di contrasti, di culture ed etnie diverse, quale è  quella dei Balcani. Hanno una loro “armonia”, nonstante le profonde differenze nei percorsi artistici, anche i due ospiti delle retrospettive e mostre fotografiche: Emir Kusturica e Sergio Castellitto. Per entrambi è prevista la proiezione di tutti i loro film come attori e registi sia per il cinema che,  nel caso dell’autore italiano, per la tv. Underground, capolavoro del 1995 che regalò la seconda Palma d’oro al Festival del cinema di Cannes a Kusturica (dopo quella per Papà… è in viaggio d’affari del 1985), verrà mostrato poi nella sua versione integrale di 320 minuti. Castellitto, che sta ultimando il montaggio di Venuto al mondo – il suo nuovo film con protagonisti Penelope Cruz e Emile Hirsch -, sarà a Lecce per la personale sul suo lavoro, la mostra e la monografia che Enrico Magrelli direttore della Cineteca Nazionale gli ha dedicato.

Cuore del festival è il concorso, composto di dieci lungometraggi europei, che i direttori artistici Alberto La Monica e Cristina Soldano proporranno in anteprima nazionale e che la giuria internazionale giudicherà per poi assegnare l’ambito Ulivo d’Oro. Diverse le cinematografie rappresentate e i temi affrontati dai giovani cineasti: nel croato Daddy di Dalibor Matanic abbiamo una storia sull’identità; dalla Russia arriva invece una vicenda di amore filiale firmata dal giovane regista Igor Voloshin che con Bedouin ci racconta il sacrificio di una madre per trovare il denaro necessario all’operazione del figlio malato di leucemia. Proviene dalla Svezia Happy end di Bjorn Runge, una fiaba per adulti poco sinceri e dall’Italia il dramma di “un’assenza”, così il regista Giorgio Cugno, torinese classe 1979, definisce Vacuum, il suo primo lungometraggio di finzione. Quasi tutti i registi saranno presenti per confrontarsi con il pubblico e Tony Gatlif con Indignados sarà l’evento speciale d’apertura della sezione.
Poi, ancora, tanti ospiti delle diverse sezioni collaterali, dall’omaggio a Ken Russell, con una retrospettiva delle sue opere più interessanti, agli autori della rassegna sul cinema sloveno, al Premio Carlo Verdone che tra le opere prime e seconde nostrane vede giungere in finale: Corpo celeste di Alice Rohrwacher, Sette opere di misericordia dei fratelli De Serio e Io sono Li di Andrea Segre. E ancora attenzione non solo ai giovani autori già affermati ma anche agli emergenti con il concorso di corti aperto agli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia e ai corti realizzati da autori locali per Puglia show.
Il festival offre poi spunti per approfondire alcune tematiche di forte interesse sociale come quella del sistema carcerario italiano, che sarà snocciolata nell’incontro “La permeabilità del mondo carcerario” previsto dopo le proiezioni di Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani e Stefano. Mostri dell’inerzia di Maurizio Cartolano, sulla tragica morte di Stefano Cucchi. Il 17 aprile il tema della prima tavola rotonda sarà “La dignità del lavoro” e il 19 aprile invece il dibattito si svilupperà su “L’immigrazione: responsabilità e sostegno” alla presenza di politici, associazioni, onlus e registi che a tale tema hanno dedicato diversi documentari: da Dagmawi Yimer a Mariangela Barbanente.
Per il programma completo, vi invitiamo a consultare il sito ufficiale: www.festivaldelcinemaeuropeo.it.

GIOVANNA BARRECA

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