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La seconda edizione del Social World Film Fest

Il festival di Vico Equense dedicato al cinema sociale premia il mediorientale Circumstance e il corto spagnolo Dulce: per l'Italia, brilla Gian Marco Tognazzi.

Dalle incertezze dell’anno scorso, il Social World Film Festival ha fatto dei passi in avanti. Il festival dei festival dedicato al cinema sociale, che raccoglie il meglio della produzione internazionale lungo le varie rassegne dello stivale (e non solo), si svolge per il 2° anno a Vico Equense, nello splendore della costiera sorrentina, passando dai 2 giorni del 2011 alla settimana di quest’anno, coinvolgendo in pieno la città e la popolazione in una rassegna che ha presentato novità e film già editi, tutti accomunati dall’intento civile.
L’allargamento del festival è testimoniato dalla presenza di una giuria di più di 150 giovani selezionati tra i 5000 studenti della zona, che si è affiancata nel giudizio alla giuria di qualità presieduta da Carlo Brancaleoni e formata tra gli altri da Gianfrancesco Lazotti e Anita Kravos. Vince Circumstance di Maryam Keshavarz, lungometraggio iraniano presentato anche al festival di Roma sulla libertà – sessuale e non – in Medio Oriente, mentre d’amore lungo le età della vita racconta Dulce di Ivan Ruiz Flores, il corto spagnolo vincitore di categoria. Soddisfazione per l’Italia da Gianmarco Tognazzi, miglior attore per La colpa di Francesco Prisco, che batte il Giorgio Colangeli della Strada verso casa. Miglior attrice invece la piccola Miriam Martin, sempre per Dulce.

I premi tecnici vanno ad Alessio Valori, per la fotografia del Cacciatore di anatre e a Mario Piredda per la sceneggiatura di Io sono qui. Durante la cerimonia di chiusura, condotta dalla madrina Dajana Roncione e dalla voce ufficiale del Napoli calcio, Daniele Bellini – alias Decibel -, hanno ricevuto riconoscimenti anche Massimiliano Gallo ed Edoardo De Angelis come attore e regista del film dell’anno, secondo il festival, ossia Mozzarella Stories.
La cerimonia di premiazione, con attori affermati come Lorenzo Flaherty, Ernesto Mahieux o Gianfelice Imparato e giovani emergenti, ha dato il segno di un festival che deve crescere – soprattutto come programma e organizzazione complessiva – ma che ha già capito il suo scopo, cioè quello di stuzzicare un pubblico il più ampio possibile, anche come età (lo dimostra il successo dei workshop), su temi considerati difficili. Ma che, come dimostra la risposta del pubblico durante la settimana e l’adesione di Nicoletta Romanoff, Alessandro Siani e Cristiana Capotondi, è davvero alla portata di tutti.

EMANUELE RAUCO

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