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Reality

A quattro anni da Gomorra, Garrone torna con Reality, un racconto morale di grande forza visionaria che lascia però dubbiosi per compattezza del racconto e lucidità del discorso. Gran Prix a Cannes, in sala da venerdì.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Reality

Trama: Luciano è un pescivendolo napoletano che per integrare i suoi scarsi guadagni si arrangia facendo piccole truffe insieme alla moglie Maria. Grazie a una naturale simpatia, Luciano non perde occasione per esibirsi davanti ai clienti della pescheria e ai numerosi parenti. Un giorno, spinto dai familiari, partecipa a un provino per entrare nel reality show ” Il Grande Fratello”. Da quel momento la sua percezione della realtà non sarà più la stessa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale Reality
Regia: Matteo Garrone
Sceneggiatura: Matteo Garrone, Ugo Chiti, Massimo Gaudioso, Maurizio Braucci
Fotografia: Marco Onorato
Montaggio Marco Spoletini
Musica: Alexandre Desplat
Cast: Aniello Arena (Luciano), Loredana Simioli (Maria), Nando Paone (Michele), Nello Iorio (Massimone), Nunzia Schiano (zia Nunzia), Rosaria D’Urso (zia Rosaria), Giuseppina Cervizzi (Giusy), Claudia Gerini (presentatrice TV), Paola Minaccioni (cliente romana)
Anno: 2012
Durata: 115′
Origine: Italia, Francia
Genere: drammatico
Produzione: Fandango, Archimede, Le Pacte, Garance Capital
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 28 settembre 2012

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Video trailer e filmati

Recensionescritta da Alessandro Aniballi

L’atteso ritorno in concorso al Festival di Cannes di Matteo Garrone, a quattro anni dal Gran Premio della Giuria per Gomorra, delude purtroppo – sia pur parzialmente – le aspettative. Reality è un film splendido dal punto di vista visivo, forte di una padronanza della macchina da presa figlia dei nostri grandi maestri (da Fellini a Visconti), ma allo stesso tempo appare claudicante e forse troppo immediato – o almeno indeciso – nella sua lettura moral-favolistica.
La parabola di Luciano (Aniello Arena)- pescivendolo che si lascia convincere dalla famiglia a partecipare alle selezioni del Grande Fratello e poi via via finisce per rimanere ossessionato dal desiderio di notorietà – sembrerebbe a suo modo perfetta per raccontare l’implosione della società (dello spettacolo) italiana, divisa tra grettezza del privato (inteso anche come luogo in cui vivere) e vacua aspirazione a un ruolo pubblico, luminoso e “illuminato” (la celebrità televisiva, apoteosi della virtualità di non-luogo e non-essere).
In tal senso, Garrone inanella una serie di sequenze e situazioni impressionanti: l’inizio con il matrimonio in abiti simil-settecenteschi che si trasforma in un volgare e osceno ballo da discoteca, i fatiscenti cortili degli appartamenti in cui vivono i protagonisti (fotografati come se fossero un presepio di eduardiana memoria), la presenza ossessiva del robot factotum (un simil-Bimby) in cucina che immette l’alienazione proprio all’interno del focolare. E – su tutto – Napoli, con le sue contraddizioni e il suo immenso fascino, quel suo essere sempre a metà tra realismo e grottesco, un ossimorico “pittoresco naturale” che Garrone sa restituire con spirito e grazia.

Detto questo, però, tutto appare già dato e già perfettamente orchestrato nella prima mezz’ora del film, tanto che finisce per apparire a tratti esornativo quel che dovrebbe essere il nucleo stesso del racconto: la progressiva follia del protagonista Luciano sempre più convinto di trovarsi a vivere in un costante reality sotto l’occhio di telecamere invisibili (e in tal senso vanno lette certe inquadratura dall’alto, in particolare la prima e l’ultima). La vicenda, tratta da una storia vera accaduta proprio a Napoli, è senz’altro affascinante, ma rischia di avvitarsi su se stessa quando l’ossessivo protagonista “ossessiona” il film stesso con una serie di azioni e gesti reiterati. E qui si palesa allora forse il “gesto mancato” di Garrone, quel salto di qualità narrativo-discorsivo che avrebbe potuto permettere a Reality di diventare un discorso definitivo sull’invasività televisiva in Italia, su di un piano morale, fisico e mentale. Le difficoltà nel gestire una narrazione in crescendo sono figlie probabilmente di una mancata concettualizzazione, dell’assenza di quella riflessione ulteriore che avrebbe consentito alla pellicola di fare il suo salto di qualità. Tanto che alla fine Reality risulta anche difficile da definire: forse un racconto morale (si compone di contrasti troppo semplici per bastare a se stesso), forse un film saggistico (dove però manca l’affondo di lucidità teorico), una favola magari o una commedia amara, che però rischia di limitare il film in un campo troppo ristretto e in una episodicità che alla lunga gli nuoce.

Inoltre, per una volta probabilmente Napoli finisce per rivolgersi contro Garrone. Pur rispettando la location reale della vicenda, in effetti la città partenopea è allo stesso tempo il luogo più facile e più difficile in cui ambientare una storia come questa, una metropoli-paese le cui contraddizioni sono palesi e già date, troppo eccessive e troppo facilmente leggibili. E allora ecco che Reality oscilla tra un grottesco visionario e lucido (l’incipit e il finale  hanno la stessa forza visionaria dell’overture di Gomorra), e un pittoresco non ben gestito. Tra personaggi eccessivi, quasi abnormi e situazioni surreali figlie di una visionarietà felliniana, Garrone non sempre riesce a destreggiarsi a dovere.

Resta comunque l’esempio lampante di un film ambizioso e possente, forse il più coraggioso ed eccentrico girato in Italia negli ultimi tempi e la cui sequenza conclusiva rimarrà senz’altro negli annali, per come la macchina-cinema svela e denuda – finalmente – la macchina-televisiva.


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Colonna Sonora Info e playlist
Reality
Alexandre Desplat
Reality
  • 1

    Reality
  • 2

    Senza trucco
  • 3

    Cinecittà
  • 4

    Come un palcoscenico
  • 5

    L'illusione
  • 6

    Il grande fratello ti guarda
  • 7

    Fuga
  • 8

    La casa
  • 9

    Finale
  • 10

    Reality (reprise)
  • 11

    Chiammame
  • 12

    A storia e Maria
  • 13

    Rebel in heaven
  • 14

    Chiammame (remix)
Interviste i protagonisti raccontano

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Audiorecensione

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