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Bella addormentata

In concorso alla 69. Mostra del Cinema di Venezia, ecco il discusso film di Marco Bellocchio che prende spunto dal caso Englaro per parlare di eutanasia e non solo.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Bella addormentata

Trama: Un senatore deve scegliere se votare per una legge che va contro la sua coscienza o non votarla, disubbidendo alla disciplina del partito, mentre sua figlia Maria, attivista del movimento per la vita, manifesta davanti alla clinica dove è ricoverata Eluana. Roberto, con il fratello, è schierato nell’opposto fronte laico. Un “nemico” di cui Maria si innamora. Altrove, una grande attrice cerca nella fede e nel miracolo la guarigione della figlia, da anni in coma irreversibile, sacrificando così il rapporto con il figlio. Infine la disperata Rossa che vuole morire, ma un giovane medico di nome Pallido si oppone con tutte le forze al suo suicidio.

 

 

 

 

 

Titolo originale Bella addormentata
Regia: Marco Bellocchio
Sceneggiatura: Marco Bellocchio, Veronica Raimo, Stefano Rulli
Fotografia: Daniele Ciprì
Montaggio Francesca Calvelli
Musica: Carlo Crivelli
Cast: Toni Servillo, Isabelle Huppert, Alba Rohrwacher, Michele Riondino, Pier Giorgio Bellocchio, Maya Sansa, Brenno Placido, Fabrizio Falco, Gian Marco Tognazzi, Roberto Herlitzka, Gigio Morra
Anno: 2012
Durata: 115′
Origine: Italia
Genere: drammatico
Produzione: Cattleya, in collaborazione con Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 06 settembre 2012

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Recensionescritta da Laura Croce

La morte è già di per sé un tema enorme. Ma essendo anche molto pervasivo, il cinema vi è fin troppo abituato, e raramente riesce a trovare la chiave giusta per non parlarne in maniera banale e meccanica. Quando però un film si propone di affrontare non solo il fenomeno in sé, ma la libertà di morire o di lasciar morire le persone di cui si è responsabili, la questione diventa ancora più grande e si apre a una serie di problematiche non facilissime da risolvere per un cineasta. Le implicazioni spaziano da etiche a politiche, da religiose a civili, passando per il necessario rispetto per chi si trova al di fuori della realtà finzionale del film. Con tutte queste istanze, più il particolare trasporto dell’opinione pubblica verso il soggetto, c’era da aspettarsi che Bella Addormentata, il film di Marco Bellocchio in concorso alla 69. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, non avrebbe assunto gli stessi toni forti e spesso sferzanti a cui ci ha abituato la cinematografia di questo autore. Non basato, ma costruito intorno al noto caso di Eluana Englaro, Bella Addormentata si propone di raccontare (con grande umanità e in modo abbastanza spassionato) tre storie in cui si declina in modo molto diverso il rapporto tra vita, morte e amore. C’è il politico del Pdl (Toni Servillo) che ha passato un’esperienza simile a quella degli Englaro e deve decidere se votare un provvedimento sostenuto dal governo Berlusconi nei giorni prima della morte di Eluana, per impedirne il blocco dell’alimentazione. C’è poi la figlia di questo senatore (Alba Rohrwacher), fervente cattolica che arriva fino a Udine per manifestare contro l’eutanasia, ma si innamora di un ragazzo del fronte opposto (Michele Riondino) e attraverso questo incontro riesce ad aprirsi per la prima volta a un punto di vista lontano dal suo. C’è poi la ricca attrice (Isabelle Huppert), che rinuncia alla carriera e si isola nella fede, sperando di vedere il risveglio della figlia in coma. E c’è infine la vera bella addormentata: una tossica (Maya Sansa) che tenta di suicidarsi ma viene salvata da un medico (Piergiorgio Bellocchio), deciso a fare quanto in suo potere per impedirglielo.

Di sicuro il quadro è più vasto e variegato rispetto a quello che sarebbe emerso da un film esclusivamente incentrato sul caso Englaro. L’obiettivo sembra quello di ritrarre una gamma più vasta possibile di idee e sentimenti rispetto al tema dell’eutanasia, e soprattutto di mostrare come non si tratti per forza di posizioni inconciliabili, a patto che al centro di tutto si riporti l’essere umano, la sua dignità e anche la sua libertà. Di fatto, tuttavia, se si guarda un po’ sotto alla superficie dei diversi episodi del film, non tutti funzionano allo stesso modo. Quello di Servillo, a cui è affidato il punto di vista di Bellocchio, sembra anche il più coerente e ben costruito: nasce da un impeto civile oltre che umano, porta con sé una critica forte all’atteggiamento cinico e inerme dei politici, sa commuovere nel momento in cui illustra in maniera del tutto non ideologica come talvolta un atto di morte possa coincidere con un atto d’amore. Quello della Huppert, è descritto con evidente compassione (nel senso positivo della parola) verso il personaggio, ma tra le ricghe descrive anche il compiacimento e l’egoismo che possono unirsi all’autofustigazione. Apprezzabile nella misura in cui lascia intendere che il dolore non si traduce automaticamente in giustizia e redenzione, fastidioso invece che il sottotesto venga quasi nascosto, smorzato dal confronto con un estremismo posticcio (quello del personaggio del figlio della Huppert), che sembra messo lì solo per nobilitare la dedizione cristiana ai malati in stato vegetativo. La storia di Alba Rohrwacher e Riondino sembra poi ancora meno sincera, quasi costruita col bilancino per dare il fatidico calcio al cerchio e alla botte, mentre quella di Sansa e Bellocchio è molto più tenera e onesta, ma non riesce a elevarsi al di sopra di un discorso molto generico e piuttosto retorico sul suicidio.

Bella Addormentata è perciò un film complesso, con componenti che non corrono tutte alla stessa velocità, anche dal punto di vista della cura formale. Se bisogna tirare le somme, possiamo dire che da Bellocchio ci aspettavamo molta più visionarietà e molto più coraggio.


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Interviste i protagonisti raccontano

Intervista a Marco Bellocchio, regista di Bella addormentata
Intervista Isabelle Huppert, interprete di Bella addormentata
Intervista a Maya Sansa, interprete di Bella addormentata
Intervista a Alba Rohrwacher, interprete di Bella addormentata
Intervista a Gianmarco Tognazzi, interprete di Bella addormentata
Audiorecensione

Intervista a Marco Bellocchio, regista di Bella addormentata
Intervista Isabelle Huppert, interprete di Bella addormentata
Intervista a Maya Sansa, interprete di Bella addormentata
Intervista a Alba Rohrwacher, interprete di Bella addormentata
Intervista a Gianmarco Tognazzi, interprete di Bella addormentata