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Enzo Avitabile Music Life

Il regista premio Oscar Jonathan Demme racconta la musica e la personalità di Enzo Avitabile, in Enzo Avitabile Music Life, Fuori Concorso a Venezia 69.

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Recensionescritta da Daria Pomponio

Molto più del cinema, che necessita sovente di sottotitoli o doppiaggi, la musica è un linguaggio universale, un ideale “esperanto” in grado di comunicare con chiunque e in qualsiasi parte del mondo. A ricordarcelo è uno dei maggiori esponenti della tradizione partenopea e non solo: Enzo Avitabile, in un documentario firmato da Jonathan Demme: Enzo Avitabile Music Life. Difficile immaginare un incontro più insolito e curioso di quello tra il regista premio Oscar per Il silenzio degli innocenti e il sassofonista napoletano, e il risultato è a dir poco sorprendente.

Presentato fuori concorso al Festival di Venezia, Enzo Avitabile Music Life è un affondo nella musica di un artista partenopeo dall’anima cosmopolita e dalla strabordante personalità, capace di catalizzare tradizioni antiche e geograficamente lontane tra loro in un ideale maelstrom sonoro che investe l’udito e lo spirito. Sorprendenti le jam session contenute nel film, dove Avitabile, accompagnato da eccellenti musicisti provenienti da ogni parte del mondo (dall’Iran all’Iraq, dalla Sardegna alla Palestina), improvvisa su melodie e ritmi etnici accompagnandoli con la sua inconfondibile voce roca. Colpisce, in particolare, il duetto con la cantante Amal Murkus per un brano dedicato alla Palestina e a Vittorio Arrigoni, reporter e attivista per la pace ucciso in Medio Oriente poco più di un anno fa. Abile polistrumentista e fine etnomusicologo, Avitabile snocciola davanti all’obiettivo di Demme i suoi incontri con star del passato (da Tina Turner a James Brown), i ricordi personali (la moglie, il quartiere napoletano Marianella dove è nato e cresciuto), 300 o più opere sinfoniche da lui composte, uno studio sul battito dei piedi africani e un altro sulle scale rare del mondo, da lui trascritte nel sistema temperato. Bastano pochi minuti del film per comprendere che Avitabile non è soltanto quel rappresentante della world music emerso sulla scena nostrana ed internazionale a cavallo tra gli anni ’80 e ’90; come lo definisce un’anziana vicina incontrata dal protagonista in una visita nel caseggiato in cui è cresciuto, Avitabile è “O’ Professore”, un fine studioso, un alacre sperimentatore alla costante ricerca di nuove sonorità in grado di ampliare il suo orizzonte. Lo stesso Demme utilizza il suo strumento d’elezione – la macchina da presa – come mezzo d’incontro e conoscenza di un universo “altro” – la Napoli del suo protagonista e la sua musica cosmopolita –, entrando ogni tanto nell’inquadratura, mostrandosi al lavoro, soggetto creatore e al tempo stesso spettatore di una sorprendente lezione di musica.

D’altronde nella filmografia di Demme la musica ha sempre rivestito un ruolo fondamentale, come dimostrano, tra gli altri, i suoi lavori su Talking Heads, Bruce Springsteen e Neil Young o l’utilizzo dell’accompagnamento diegetico e la presenza tra gli attori di Tunde Adebimpe dei Tv on the Radio in Rachel sta per sposarsi. Stilisticamente sobrio, ricco di informazioni dettagliate eppure appassionante e coinvolgente, Enzo Avitabile Music Life riesce a far convergere i suoni del mondo sciogliendo tutte le differenze in un suono universale.

DARIA POMPONIO


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