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Acciaio

Adolescenti e trentenni imprigionati nella fredda periferia postindustriale nel film di Stefano Mordini. A Venezia 69 per le Giornate degli Autori.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Acciaio

Trama: Tra l’acciaieria con i suoi ritmi incessanti e il paradiso turistico dell’isola d’Elba, le giovanissime Anna e Francesca vivono con intensità la loro amicizia mentre Alessio, fratello di Anna, continua a inseguire il miraggio dell’amata Elena.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale Acciaio
Regia: Stefano Mordini
Sceneggiatura: Giulia Calenda, Stefano Mordini, Silvia Avallone
Fotografia: Marco Onorato
Montaggio Marco Spoletini, Jacopo Quadri
Musica: Andrea Mariano
Cast: Michele Riondino (Alessio), Vittoria Puccini (Elena), Matilde Giannini (Anna), Anna Bellezza (Francesca), Francesco Turbanti (Mattia), Luca Guastini (Cristiano), Monica Brachini (Sandra), Massimo Popolizio (Arturo
Anno: 2012
Durata: 95′
Origine: Italia
Genere: drammatico
Produzione: Palomar, Rai Cinema
Distribuzione: Bolero Film
Data di uscita: 15 novembre 2012

Presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2012 nelle Giornate degli Autori.

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Video trailer e filmati

Trailer
Recensionescritta da Laura Croce

La periferia industriale italiana, quella sospesa in un’immobilità surreale, in un presente che appare sorpassato dal tempo, e sorpassato anche dalle pulsioni di due adolescenti che non riescono ad adattarsi a un ambiente così limitante e limitativo. Questa è la Piombino dove è ambientato Acciaio, di Stefano Mordini, che prima di diventare film, è stato il bestseller della scrittrice “rivelazione” Silvia Avallone, nonché uno dei casi più noti della nostra letteratura recente. Date le premesse, ci si sarebbe aspettato un adattamento di un certo peso e di una certa portata, ma non è esattamente questa la linea scelta dal film, presentato alle Giornate degli Autori nell’ambito della 69esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Fotografia per nulla patinata, macchina da presa quasi attaccata ai corpi delle ragazzine protagoniste della storia, incursioni solo sporadiche all’interno del mondo straniante della fabbrica, Acciaio ha la classica atmosfera sospesa e un po’ ruvida delle opere che gridano il loro carattere d’autore. Questo, però, senza che la ricerca formale pervenga a scelte particolarmente innovative o a un’aggiunta rilevante di significato.

Seguendo l’idea fissata dal libro, il film racconta da vicino le esperienze delle teenager Anna e Francesca, due amiche che nella solitudine e nella desolazione della propria città, si attaccano disperatamente l’una all’altra cercando di sognare insieme un futuro diverso, migliore, probabilmente altrove. Tra una gelosia e un’invidia, il loro rapporto si evolve tuttavia in modo vagamente morboso, fino a spezzarsi con l’arrivo dei primi amori. Ma in una realtà dove tutto sembra destinato alla decadenza, sarà una tragedia improvvisa a riunirle nella loro strenua lotta per un’esistenza migliore. Interpretato da due attrici non professioniste e non sempre all’altezza del proprio ruolo (Anna Bellezza e Matilde Giannini) e dai più convincenti Michele Riondino e Vittoria Puccini, Acciaio mette a confronto diverse generazioni imbrigliate nella realtà postindustriale di microcosmi in via di estinzione, con un occhio sconsolato verso i trentenni che subiscono le conseguenze di politiche miopi e distruttive, e uno sguardo più tenero verso gli adolescenti che conservano ancora qualche speranza di ribellarsi al sistema, magari proprio a partire dalla solidarietà reciproca. Al di là della tesi di partenza, tuttavia, quello di Mordini resta solo un film che indugia sulla carnalità di adolescenti inquiete, senza riuscire a renderne in modo convincente le pulsioni interiori e il malessere che nasce dalla coazione all’ignavia. Decisamente sprecata, infine, l’occasione di mostrare e parlare della realtà della fabbrica in modo meno retorico e stereotipato del solito.


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Audiorecensione

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