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Step Up 4 Revolution 3D

Quarto capitolo del franchise dedicato al mondo della danza, diretto dall'esordiente Scott Speer, girato in 3D a Miami e interpretato da Ryan Guzman e Kathryn McCormick.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Step Up 4 Revolution 3D

Trama: A Miami Beach, i due amici d’infanzia, Sean ed Eddy, lavorano come camerieri in un lussuoso hotel di proprietà del costruttore senza scrupoli Bill Anderson. Quando non sono in servizio i due sono a capo di una trasgressiva crew conosciuta semplicemente come “The Mob” un gruppo di danzatori, musicisti e artisti d’avanguardia specializzato in spettacolari flash mob. Le esibizioni, illegali, dei The Mob attraggono l’attenzione della figlia di Anderson, Emily, anche lei talentuosa ballerina, che decide di unirsi a loro. Ma quando Anderson annuncia un piano che prevede di radere al suolo il quartiere dove vivono i ragazzi della crew per costruirci un centro commerciale, il gruppo organizza il suo flash mob più coraggioso, costringendo però Emily e Sean a scegliere tra i legami di sangue e il loro amore.

 

 

 

 

 

Titolo originale Step Up Revolution
Regia: Scott Speer
Sceneggiatura: Amanda Brody
Fotografia: Karsten Gopinath
Montaggio Matt Friedman, Avi Youabian
Musica: Aaron Zigman
Cast: Kathryn McCormick (Emily), Misha Gabriel Hamilton (Eddy), Ryan Guzman (Sean), Stephen Boss (Jason), Claudio Pinto (Francisco), Peter Gallagher (Bill Anderson), Tommy Dewey (Trip)
Anno: 2012
Durata: 99′
Origine: Stati Uniti
Genere: musicale, sentimentale
Produzione: Summit Entertainment, Offspring Entertainment
Distribuzione: M2 Pictures
Data di uscita: 04 ottobre 2012

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Video trailer e filmati

Trailer italiano
Trailer originale
Clip - Vi presentiamo gli attori protagonisti
Clip - Incontra i Mob
Recensionescritta da Emanuele Rauco

Miami è una sorta di girone infernale fatto di umidità insopportabile e musica anche peggio. Se si sopravvive, anche sullo schermo, al cattivo gusto si può sopravvivere anche alla serie di Step Up che, giunta al 4° capitolo, ha se non altro il pregio di offrire agli amanti della danza urbana e contemporanea esattamente ciò che promette, almeno dal punto di vista acrobatico.

A Miami Beach, i due amici d’infanzia, Sean ed Eddy, lavorano come camerieri in un lussuoso hotel di proprietà del costruttore senza scrupoli Bill Anderson. Quando non sono in servizio i due sono a capo di una trasgressiva crew conosciuta semplicemente come “The Mob” un gruppo di danzatori, musicisti e artisti d’avanguardia che vogliono vincere un premio su YouTube. Li aiuterà una bella danzatrice, figlia di Anderson. Scritto da Amanda Brody, Step Up Revolution 3D si propone fin da subito come il più atipico della serie, pur restando dentro il concetto di commistione tra stili di ballo, sia per ambizioni che per messinscena.

Tutto centrato sul concetto di flash mob (una riunione, che si dissolve nel giro di poco tempo, di un gruppo di persone in uno spazio pubblico, con la finalità comune di mettere in pratica un’azione insolita), Step Up 4 dispone le sue carte come fosse un film di rapina, in cui ogni numero di danza è clandestino, preparato come i furti nel cinema hollywoodiano. Il gruppo stesso dei “Mob” è organizzato come una gang dedita ai furti e questa scelta si sposa coerentemente con lo sfondo ideologico del film che nel mostrare i personaggi che lottano contro la distruzione di un quartiere popolare, mette in scena una sorta di “Occupy Miami” a suon di improvvisi e sorprendenti numeri di danza.

Trama, dialoghi e implicazioni politiche sono però al di sotto delle aspettative, anche per la media non eccelsa della serie (l’obiettivo dei Mob è ridicolo, i conflitti non durano più di 3 scene, i siparietti sentimentali non funzionano e alla fine vince il lato buono del capitalismo d’assalto), ma Speer prova a fare il salto di qualità da dance movie a vero e proprio musical e ci riesce nel modo in cui usa le ambientazioni, in cui le coreografie si integrano e sfruttano il set (le meduse al museo) e le atmosfere (il numero seducente al ristorante). Nulla di esaltante, e il 3D è usato meno bene che altrove, ma anche grazie al fascino della coppia Ryan Guzman e Kathryn McCormick s’intravede ciò che questi film potrebbero essere se decidessero di abbandonare schemi corrivi e target adolescenziali usurati.


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Intervista ai protagonisti Kathryn McCormick e Ryan Guzman
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