in questo momento su RadioCinema:

  • Traccia

  • Autore

  • Film

App iPhone | Podcast | Radiofrequenze

Tutti i santi giorni

Il regista di La prima cosa bella, Paolo Virzì, ritorna con una commedia sentimentale ambientata a Roma, le cui incertezze narrative pregiudicano il film. Le nostre interviste all'autore e ai suoi protagonisti.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM Tutti i santi giorni

Trama: Guido è timido, riservato, coltissimo. Antonia irrequieta, permalosa e orgogliosamente ignorante. Lui portiere di notte appassionato di lingue antiche e di santi. Lei aspirante cantante e impiegata in un autonoleggio. Si vedono solo la mattina presto quando Guido torna dal lavoro e la sveglia con la colazione. E tutti i santi giorni si amano. Sono i protagonisti di una divertente e romantica storia d’amore vissuta in una metropoli complicata come Roma, con dei vicini di casa rozzi, allegri e disperati e alle spalle due famiglie d’origine che non potrebbero essere più distanti. Un amore che sembra indistruttibile, finchè il pensiero ostinato di un figlio che non viene non mette in moto conseguenze imprevedibili.

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale Tutti i santi giorni
Regia: Paolo Virzì, Francesco Bruni
Sceneggiatura: Paolo Virzì
Fotografia: Vladan Radovic
Musica: Thony
Cast: Luca Marinelli (Guido), Thony (Antonia), Katie McGovern (Katherine), Micol Azzurro, Claudio Pallitto, Stefania Felicioli, Franco Gargia, Giovanni La Parola
Anno: 2012
Origine: Italia
Genere: commedia, drammatico
Produzione: Motorino Amaranto; in collaborazione con Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 11 ottobre 2012

Commenti

commenti

Immagini galleria fotografica
Video trailer e filmati

Trailer
Recensionescritta da Emanuele Rauco

La vita di tutti i santi giorni, appunto. Il lavoro difficile e precario, ovviamente, l’amore da conquistare e difendere, la voglia di guardare al futuro, magari dalla periferia, magari con un figlio. E’ questo lo sfondo su cui cresce Tutti i santi giorni, nuovo film di Paolo Virzì tratto dalla Generazione di Simone Lenzi, uno sfondo che però non aiuta il film a essere un buon film, nonostante sia firmato da un regista che ha sempre saputo fornire convincenti ritratti generazionali.

Guido è timido, riservato, coltissimo. Antonia irrequieta, permalosa e orgogliosamente ignorante. Lui portiere di notte appassionato di lingue antiche e di santi. Lei aspirante cantante e impiegata in un autonoleggio. Si vedono solo la mattina presto quando Guido torna dal lavoro e la sveglia con la colazione. E tutti i santi giorni si amano. Sono i protagonisti di una divertente e romantica storia d’amore vissuta in una metropoli complicata come Roma, con dei vicini di casa rozzi, allegri e disperati e alle spalle due famiglie d’origine che non potrebbero essere più distanti. Un amore che sembra indistruttibile, finché il pensiero ostinato di un figlio che non viene non mette in moto conseguenze imprevedibili. Scritto da Virzì con Francesco Bruni e Lenzi, Tutti i santi giorni è una tipica commedia malinconica e contemporanea, che però sembra sbagliare continuamente target e obiettivi.

Innanzitutto perché il film utilizza dei trentenni per raccontare dinamiche che coi trentenni sembrano avere nulla o poco a che fare e poi perché appare sostanzialmente più centrato sul sentire del decennio precedente che non nella realtà odierna dei contratti a tempo determinato. Ma  quella proposta da Tutti i santi giorni è anche una visione della famiglia un po’ inquietante secondo la quale una coppia, e nel dettaglio poi una donna, non sono nulla senza un figlio. Come a dire: per quanto si voglia dare arie contemporanee, di improvvisazione esistenziale, la famiglia ha ancora bisogno di casa, lavoro e figli, insomma di sicurezze ataviche. Altro problema del film è poi quello di non andare mai a fondo nei personaggi, come già accandeva nell’orecchiato American Life di Mendes, dipingendoli come mere funzioni sociali, nemmeno fossimo in un mélo di Matarazzo.

Si perdono così contesto e regia, le locations della periferia sudovest della capitale, la bravura degli interpreti (Luca Marinelli che pare un Filippo Timi più vispo e la seducente Thony, per cui il film potrebbe essere un bel veicolo) destinati da un’incomprensibile svolta narrativa a una discesa nell’autodistruzione e poi all’approndo ad una redenzione che, pur edulcorata, è decisamente fuori tempo e fuori luogo. Resta un bel finale nostalgico, che, come in 5×2 di Ozon, torna agli albori della loro relazione e fa rimpiangere ciò che il film poteva essere e ciò che il suo autore sa fare.


Commenti

commenti

Commenti

commenti

Colonna Sonora info e playlist
Nessuna colonna sonora per questa scheda
Interviste i protagonisti raccontano

Intervista a Paolo Virzì, regista di Tutti i santi giorni
Intervista agli interpreti Luca Marinelli e Thony
Audiorecensione

Intervista a Paolo Virzì, regista di Tutti i santi giorni
Intervista agli interpreti Luca Marinelli e Thony