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Viva l’Italia

Dopo il successo di Nessuno mi può giudicare, Massimiliano Bruno ritorna con una commedia satirica quasi dolente interpretata da Michele Placido. Le nostre interviste a regista e protagonista e a Edoardo Leo.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Viva l’Italia

Trama: Michele Spagnolo è un politico che, colpito da un malore mentre fa sesso con un’aspirante soubrette, subisce la paralisi di quella parte del cervello che regola i freni inibitori. Costretto a dire solo la verità, l’uomo finisce per creare non pochi guai al suo partito così come alla sua famiglia. In suo soccorso intervengono così i tre figli – da tempo ai ferri corti tra loro – che cercheranno in ogni modo di arginare i danni causati da questa incontrollabile sincerità.

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale Viva l’Italia
Regia: Massimiliano Bruno
Sceneggiatura: Massimiliano Bruno, Edoardo Falcone
Fotografia: Alessandro Pesci
Montaggio: Patrizio Marone
Musica: Giuliano Taviani, Carmelo Travia
Cast: Michele Placido (Michele Spagnolo), Raoul Bova (Riccardo), Ambra Angiolini (Susanna), Alessandro Gassman (Valerio), Edoardo Leo, Maurizio Mattioli, Sarah Felberbaum, Isa Barzizza, Rocco Papaleo, Paola Minaccioni
Anno: 2012
Durata: 111′
Origine: Italia
Genere: commedia
Produzione: I.I.F. Italian International Film, in collaborazione con Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 25 ottobre 2012

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Recensionescritta da Emanuele Rauco

“E mo’ avemo perso tutti e due”. Detta da Raoul Bova, potrebbe essere la chiave di lettura e il senso profondo di Viva l’Italia, nuovo film da regista dello sceneggiatore e attore Massimiliano Bruno che dopo il successo di Nessuno mi può giudicare incattivisce sguardo e toni e realizza una commedia satirica, aspra, persino dolente.

Protagonista è Michele Spagnolo, deputato di lunghissimo corso che dopo un malore accusa segni di demenza che lo portano a non poter mentire. Ne faranno le spese in primis i figli, un dottore che si è ribellato al padre, un industriale inetto e un’attrice incapace. La mancanza di protezioni paterne scoperchia tutte le contraddizioni dell’Italia di oggi. Scritta da Bruno con Edoardo Falcone, Viva l’Italia è una commedia satirica e politica che mescola il paradosso sulla verità di Bugiardo bugiardo con le intenzioni battagliere del sottovalutato C’è chi dice no.

Usando la prospettiva classica dello sciocco che può dire qualunque cosa, Viva l’Italia fa il punto della situazione italiana non solo scomodando il facile argomento della raccomandazione e della protezione, ma soprattutto andando a fondo negli ingranaggi che regolano la vita comune, la sanità, il lavoro, il merito, la politica e la famiglia, con un diffuso pessimismo senza però scadere nel qualunquismo anzi, indicando e colpendo i suoi bersagli in modo preciso, schierandosi e affrontando di petto le situazioni. Per arrivare alla conclusione, solo all’apparenza disperata, che la verità non rende liberi, anzi distrugge convenzioni e schemi sociali, ma proprio in virtù di questo dà modo ai propri personaggi, di ripartire da zero, di ricominciare impegnandosi.

Ed è un motto che Bruno fa proprio anche in veste di sceneggiatore, privando il film di risoluzioni facili e deus ex machina e proponendo storie il cui finale è quasi mai lieto o consolatorio, ma nelle quali si esorta al cambiamento, al lavoro, alla collaborazione. Come regista Bruno invece fa un film meno svelto, ma più ambizioso del precedente, sottolineando il paradosso coraggioso di fare un film dai meccanismi e tempi comici quasi perfetti, in cui più che la risata però vince l’amarezza diffusa, la malinconia, lo sguardo su una realtà sottilmente mostruosa (il viaggio tra le macerie dell’Aquila, ma soprattutto la surreale sequenza degli scontri in piazza con le note di Italia di Mino Reitano). E come spesso in Bruno, cuore del film è la prova del cast capitanato da un superbo Michele Placido, sempre strepitoso quando si tratta di trasalire le righe, contornato da ottimi comprimari (Edoardo Leo e Ambra Angiolini su tutti) e bellissime facce da caratteristi di razza come Maurizio Mattioli e Remo Remotti. Forse in questa Italia non vince più nessuno, ma a Bruno va il merito di aver fatto il primo film anti-montiano del nostro cinema senza incorrere in violenze verbali a 5 stelle.

 


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Colonna Sonora Info e playlist
Viva l'Italia
Giuliano Taviani
Viva l'Italia
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    Italia
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    Italia
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    Viva l'Italia
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    Senti il sentimento
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    Quelli che benpensano
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    La costituzione
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    Mio padre
Interviste i protagonisti raccontano

Intervista a Massimiliano Bruno, regista di Viva l'Italia
Intervista a Michele Placido, protagonista di Viva l'Italia
Intervista a Edoardo Leo, interprete di Viva l'Italia
Audiorecensione

Intervista a Massimiliano Bruno, regista di Viva l'Italia
Intervista a Michele Placido, protagonista di Viva l'Italia
Intervista a Edoardo Leo, interprete di Viva l'Italia