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Mai stati uniti

Le vite di cinque persone si incontrano in un insolito viaggio negli Usa. Lo racconta la commedia dei fratelli Vanzina con Ricky Memphis e Ambra Angiolini: tipicamente vanziniano, nel bene e soprattutto nel male.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Mai stati uniti

Trama: Il film racconta la storia di Antonio, un cameriere rovinato dalla passione per il gioco; Angela, una segretaria single divorata dall’ansia e dagli attacchi di panico; Nino, un ex meccanico, divorziato e senza più lavoro; Carmen, una precaria votata unicamente allo shopping e all’apparenza; Michele, un giovanotto ingenuo cresciuto in uno zoo. Tra di loro, a parte i guai, i cinque hanno ben poco in comune, anzi non si conoscono proprio. Ma vengono uniti da un notaio, e soprattutto dal destino, grazie all’eredità di un padre mai conosciuto e di cui nessuno di loro sospettava l’esistenza. Adesso, per incassare l’eredità, tutti insieme devono portare le ceneri del padre negli Stati Uniti e spargerle in un lago dell’Arizona.

 

 

 

 

 

 

Titolo originale Mai stati uniti
Regia: Carlo Vanzina
Sceneggiatura: Carlo Vanzina, Enrico Vanzina
Fotografia: Enrico Lucidi
Montaggio
Musica:
Cast: Ricky Memphis (Nino), Ambra Angiolini (Angela), Dario Bandiera (Dario), Anna Foglietta (Carmen), Vincenzo Salemme (Antonio), Giovanni Vernia (Michele), Maurizio Mattioli (Oreste Bracchi), Andrea Pittorino (Roby), Paolo Bessegato (notaio Garbarino), Daniela Piperno (psicanalista)
Anno: 2012
Durata: 90′
Origine: Italia
Genere: commedia
Produzione: I.I.F. Italian International Film, in collaborazione con Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 03 gennaio 2013

 

 

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Recensionescritta da Emanuele Rauco

L’America è sempre stata una presenza sotterranea ma costante, nonostante le apparenze, del cinema dei fratelli Vanzina: dalle Vacanze in America degli anni ’80 a Sognando la California dei ’90, il mito delle stelle e strisce torna con regolarità. Come nel loro ultimo film Mai stati uniti, che ripercorre la terra dei sogni in celluloide per un film tipicamente corale e di viaggio, sia pure senza riuscire a centrare l’obiettivo.
Mai stati uniti racconta la storia di 5 persone che tra di loro, a parte i guai, hanno ben poco in comune, anzi non si conoscono proprio. Ma vengono uniti da un notaio, e soprattutto dal destino, grazie all’eredità di un padre mai conosciuto e di cui nessuno di loro sospettava l’esistenza. Adesso, per incassare l’eredità, tutti insieme devono portare le ceneri del padre negli Stati Uniti e spargerle in un lago dell’Arizona. Imprevisti e avventure non mancheranno ovviamente. Scritto da Carlo, anche regista, ed Enrico Vanzina con Edoardo Falcone, Mai stati uniti mescola l’avventura on the road, la coralità della commedia vanziniana con – almeno nelle intenzioni – la scorrettezza della nuova comicità USA come Una notte da leoni o Parto col folle.

In realtà, a partire dai brutti titoli di testa con solita musica da pubblicità dei cellulari, il film ribadisce la formula del cinema dei fratelli mettendo da parte la poco felice svolta “brillante” degli ultimi anni e tornando alla comicità pura e semplice, agli attori che procedono per macchiette, situazioni e gag più che per scrittura, in cui l’evolversi dell’intreccio serve a generare risate descrivendo sullo sfondo tipi umani riconoscibili nella realtà. Niente di male, anzi: Mai stati uniti ritrova una certa scioltezza e vivacità, grazie a un racconto più nelle corde dei Vanzina, come dimostra la sequenza del furto dell’urna a Las Vegas, con l’ormai imprescindibile Maurizio Mattioli.
Il vero problema è che il film appare, come spesso, tirato via, girato un po’ alla buona, coi tocchi familiari vicini al patetismo e troppo dipendente dagli attori: così, se Anna Foglietta e in parte Ambra Angiolini sanno ravvivare scene e scenette, Ricky Memphis appare sottotono e Giovanni Vernia è insopportabile oltre ogni dire, mentre Vincenzo Salemme va di mestiere, anche troppo accentuato. Un film senza pretese né qualità, svelto abbastanza per non far annoiare lo spettatore, ma che fa anche rimpiangere i due precedenti statunitensi di cui sopra. E non è un’impresa da poco.


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