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Una famiglia perfetta

Un gioco della parti brillante e malinconico, per una farsa corale sospesa tra realtà e finzione. Le nostre intervista al regista Paolo Genovese e agli attori: Claudia Gerini, Marco Giallini e Eugenio Franceschini.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Una famiglia perfetta

Trama: Leone è un uomo ricco e solo che in occasione del Natale decide di togliersi lo sfizio di radunare intorno a sé una famiglia “perfetta”, assoldando una compagnia di attori per incarnarne i vari componenti: un gruppo di teatranti in declino accetta di buon grado l’incarico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale Una famiglia perfetta
Regia: Paolo Genovese
Sceneggiatura: Paolo Genovese
Fotografia:
Montaggio
Musica:
Cast: Sergio Castellitto, Marco Giallini, Claudia Gerini, Francesca Neri, Carolina Crescentini
Anno: 2012
Durata:
Origine: Italia
Genere: commedia
Produzione: Lotus Production
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: 29 novembre 2012

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Recensionescritta da Daria Pomponio

Per rivitalizzare la commedia nostrana, verso la quale il pubblico in questo inizio stagione sembra provare una malcelata disaffezione, non c’è nulla di meglio di un prodotto rifinito, che non nasconde le sue velleità autoriali e soprattutto propone un cast di volti noti ad ampio spettro, capace già da solo, sulla carta, di far tornare un’ampia fascia di spettatori nelle sale. A tentare l’ardua impresa è Paolo Genovese (il regista dei due blockbuster Immaturi e Immaturi – Il viaggio) che con Una famiglia perfetta realizza una riuscita riscrittura (la sceneggiatura è firmata dal regista con il sodale Luca Miniero) della commedia spagnola Familia di Fernando Leon De Aranoa (I lunedì al sole) riadattandola a forme stilistiche e tradizioni nostrane. L’occasione non è più un compleanno – come avveniva nel film spagnolo – bensì il Natale, temutissimo evento stagionale che costringe individui altrimenti ostili a convenire intorno a tavolate adorne di cibo e chincaglierie d’ordinanza, sfoderando i più smaglianti sorrisi. Ma stavolta, i festanti non sono veri consanguinei bensì un gruppo di teatranti assoldato dal misterioso e solitario Leone (Sergio Castellitto) affinché per l’occasione incarnino la famiglia perfetta che non ha mai avuto. Capocomico della compagnia è Fortunato (Marco Giallini) che pur di incassare l’ingaggio accetta di lasciare alla sua compagna Carmen (Claudia Gerini) il ruolo della moglie di Leone, con tutte le conseguenze – e gelosie – del caso.

Coniugando gli elementi cardine della migliore commedia all’italiana, ovvero la comicità più esplicita con toni malinconici e un pizzico di cattiveria, Genovese orchestra abilmente il suo cast e il suo gioco metalinguistico, lasciando emergere interessanti annotazioni sul ruolo dell’attore, sulla sua necessaria autenticità e sulla sua capacità nel saper gestire l’imprevisto senza mai uscire dalla parte. Vero e proprio rispecchiamento in campo del regista stesso, il Leone di Sergio Castellitto esercita sui suoi interpreti tutto il suo potere demiurgico, senza nascondere una buona dose di sadismo, rimescolando le carte in tavola e improvvisando personaggi ed eventi non previsti nel “copione” precedentemente concordato. Certo non tutte le trovate e gli equivoci scaturiti dalla doppiezza dei personaggi hanno lo stesso tenore o riuscita e risulta straniante il fatto che molte scene di dialogo, di solito le più drammatiche, terminino con uno dei personaggi che si complimenta con l’altro per l’ottima performance. Ma in fondo, però, il gioco è tutto lì, in questo costante entrare e uscire degli interpreti dai loro ruoli e dello spettatore dal doppio binario della finzione, un’idea di partenza forte e rischiosa che necessariamente va a ledere il processo identificativo così come la nostra sospensione dell’incredulità. La regia, elaborata soprattutto negli esterni e più ancorata ai personaggi e al loro ritmo nelle sequenze in interni, assume qui un importante ruolo di raccordo tra le realtà in campo, anche se a tratti risulta persino troppo invaghita dei suoi interpreti e dunque mirata ad esaltarne il cospicuo talento. L’invadenza delle musiche – tra motivi pop e brani natalizi – era forse inevitabile dato il clima festivo, anche se a volte sembra gli sia affidato il compito di chiudere le sequenze meno riuscite. Ma pur con le sue imprecisioni, Una famiglia perfetta rappresenta una sana boccata d’aria fresca nel panorama comico italiano, specie poi in quello festivo e prefestivo, un anti-cinepanettone coi fiocchi in grado di soddisfare i palati più sofisticati, affrontando una riflessione tutt’altro che banale sulla solitudine e sui rimpianti e demistificando il Natale, apparentemente la più amata delle feste, in realtà crogiuolo di menzogne e iposcrisie, recita istituzionalizzata dalle repliche annuali.


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Intervista al regista Paolo Genovese
Intervista all'attrice Claudia Gerini
Intervista all'attore Marco Giallini
Intervista all'attore Eugenio Franceschini
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Intervista al regista Paolo Genovese
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Intervista all'attore Eugenio Franceschini