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Cosimo e Nicole

Road movie, noir e realismo sociale per una coppia di protagonisti fuori dalla neo-convenzione italiana. Con Riccardo Scamarcio e la giovane Clara Ponsot. A Roma in Prospettive Italia.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Cosimo e Nicole

Trama: Cosimo è italiano, Nicole francese. Si conoscono a Genova durante gli scontri del G8. è bastato uno sguardo per innamorarsi e da allora non si sono più lasciati. Decidono di tornare a Genova dove iniziano a lavorare per un amico che organizza concerti. Tutto sembra andare per il meglio, fino a quando un incidente rischia di incrinare l’amore della coppia.

 

 

 

 

 

Titolo originale Cosimo e Nicole
Regia: Francesco Amato
Sceneggiatura: Francesco Amato, Daniela Gambaro, Giuliano Miniati
Fotografia: Federico Annicchiarico
Montaggio Luigi Mearelli
Musica: Afterhours, Bud Spencer Blues Explosion, Verdena
Cast: Riccardo Scamarcio (Cosimo), Clara Ponsot (Nicole), Paolo Sassanelli (Paolo), Solueymane Sow (Alioune), Angela Baraldi (Patty), Giorgia Salari (Nadia), Jo Prestia (Jean)
Anno: 2012
Durata: 100′
Origine: Italia
Genere: drammatico
Produzione: Cattleya, Fastfilm, in collaborazione con Rai Cinema
Distribuzione: Bolero film
Data di uscita: 29 novembre 2012

Presentato al Festival Internazionale del Film di Roma 2012.

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Recensionescritta da Massimiliano Schiavoni

Ogni tanto fa piacere imbattersi in un film italiano che racconta storie diverse. Storie scritte sui personaggi, su figure umane di non immediata identificazione nella realtà, come spesso accade nel nostro cinema secondo la corriva equazione personaggio = sommatoria di casistiche sociali. I due protagonisti di Cosimo e Nicole di Francesco Amato, presentato al Festival di Roma per Prospettive Italia, sono innanzitutto Cosimo e Nicole, ovvero due soggetti umani ben precisi e delineati, che non potrebbero essere facilmente sostituiti con altre figure nel tessuto narrativo del film. Non mere funzioni narrative né espressioni stilizzate di categorie sociali, ma immagini di esseri umani, veri, credibili. Questo è un primo pregio di scrittura di cui va reso merito a Francesco Amato, che ha scelto di tratteggiare i suoi due protagonisti secondo un tracciato libero e sfrangiato, lasciando ampio spazio alle contraddizioni umane, all’imperfezione, alla sgradevolezza. Poi, Cosimo e Nicole sono stati calati in un contesto molto particolare. Si conoscono durante il G8 di Genova, s’innamorano follemente, tentano di stabilirsi in Francia, riparano di nuovo a Genova dove Cosimo si mette a lavorare come fonico di concerti live. E proprio sul lavoro Cosimo si rende colpevole involontario della caduta da un’impalcatura di un collega senegalese, il cui (presunto) cadavere sarà occultato con la complicità dei due ragazzi. Ma Nicole protesta, recalcitra, e il rapporto s’incrina.

In pratica Cosimo e Nicole diventano vettori narrativi di un racconto sulle contraddizioni europee, tra frontiere aperte solo per pochi eletti, immigrazione, sfruttamento del lavoro e della clandestinità. I loro profili restano però sempre prevalenti rispetto alla cornice in cui sono calati, evitando con buona destrezza le trappole del didascalismo. La chiave della riuscita del film sta nella libertà stilistica, che alterna il road movie al melodramma vagamente psicotico, il noir al realismo del contesto sociale del lavoro nero. Magari si avvertono qua e là momenti di sovraccarico espressivo, determinato dalle troppe realtà che si vogliono raccontare o anche solo sfiorare. Tuttavia, il film di Amato mostra una potenza narrativa non comune per il nostro cinema, capace di coniugare qualche nervoso compiacimento da macchina a mano con uno sguardo penetrante su personaggi vivi e pulsanti. A questo contribuisce la buona prova di Riccardo Scamarcio in un ruolo inconsueto, a cui fa da controcanto un’ottima Clara Ponsot. Senza dimenticare Paolo Sassanelli, uno dei nostri migliori caratteristi attuali che stavolta si esibisce in un’inedita “carogna umana”, figura spregevole ma al contempo così patetica da suscitare una smorfia di compassione. Francesco Amato li inserisce in un racconto rock, teso e scapigliato, in cui trova posto anche una notevole colonna sonora (Verdena, Afterhours, Bud Spencer Blues Explosion). Applausi al termine dell’anteprima stampa. Al Festival di Roma, un evento più unico che raro. Già questo Francesco Amato può ritenerlo un ottimo risultato.

MASSIMILIANO SCHIAVONI


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Interviste i protagonisti raccontano

Intervista a Francesco Amato, regista di Cosimo e Nicole
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