in questo momento su RadioCinema:

  • Traccia

  • Autore

  • Film

App iPhone | Podcast | Radiofrequenze

Waves

In Prospettive Italia un bell'esempio di cinema di genere (e non solo), cosa rara per la nostra produzione attuale. Con Luca Marinelli e Francesco Di Leva.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Waves

Trama: Il film racconta la storia di tre uomini che lasciano le coste italiane su una barca a vela alla volta del Mediterraneo orientale. Andrea e Riccardo sono gli unici membri dell’equipaggio a conoscere il vero motivo del viaggio, mentre il terzo, Gabriele, viene scelto per le sue abilità nautiche. Nella prima parte del film le giornate di navigazione ci fanno scoprire con la loro sospensione i caratteri dei tre uomini a bordo. Andrea, sui trent’anni, gioca la parte del cattivo che ha il solo scopo di realizzare il prima possibile l’obiettivo per il quale è partito. Riccardo, un cinquantenne disilluso dalla vita, sembra non aver più nulla da perdere mentre Gabriele, il più giovane, condivide con il pubblico l’angoscia di un viaggio verso un fine sconosciuto. Durante la navigazione i tre sono obbligati ad accogliere a bordo una donna che si getta in mare da uno Yacht. Racconta all’equipaggio di essere fuggita perché vittima dei maltrattamenti di tre giocatori d’azzardo.

Titolo originale Waves
Regia: Corrado Sassi
Sceneggiatura: Corrado Sassi e Salvatore Sansone
Fotografia: Gianluca Ceresoli
Montaggio Paola Freddi
Musica: Emanuele de Raymondi
Cast: Francesco Di Leva (Andrea), Luca Marinelli (Gabriele), Andrea Vergoni (Riccardo), Kathrin Resetarits (Sara), Salvatore Sansone (Samuel), William Sinclair (William)
Anno: 2012
Durata: 80′
Origine: Italia
Genere: drammatico, avventura
Produzione: Happy Film, con la collaborazione di Corrado Sassi e Camilla Volpato
Distribuzione:
Data di uscita:

Presentato al Festival Internazionale del Film di Roma 2012.

Commenti

commenti

Immagini galleria fotografica
Video trailer e filmati

Recensionescritta da Massimiliano Schiavoni

Nel cinema italiano attuale raramente capita d’imbattersi in opere che tentano strade diverse. Che poi i risultati siano ottimi o discutibili, è una questione secondaria. Già il tenersi lontano dall’omologazione del nostro mainstream, vista l’estrema invasività odierna dei totalitari “marchi di produzione”, costituisce un merito. E’ il caso di Waves, produzione indipendente low budget e opera prima di Corrado Sassi, già attore nei primi film di Matteo Garrone, presentata oggi al Festival di Roma per la sezione Prospettive Italia. Come spesso accade, opera prima coraggiosa e imperfetta, ambiziosa e acerba, con il grande merito di sfuggire a categorie merceologiche. Certo, a conti fatti Waves può essere facilmente definito un thriller psicologico, in cui la tensione è tutta giocata sul non-detto e sulla violenza latente nei rapporti umani narrati, ma in realtà Sassi cerca di tenersi in un territorio di genere libero e sfrangiato. Sotto certi aspetti, si tratta di un’operazione che assume come realtà di riferimento lo sfondo sociale di tanto cinema italiano recente (la criminalità, Gomorra e tutti i suoi nonni e nipotini), prosciugandolo però della presa diretta sulla realtà in direzione di un racconto serrato e finzionale.

Ispirandosi a un breve racconto di Robert L. Stevenson, Il riflusso della marea, Corrado Sassi chiude tre personaggi maschili in uno spazio claustro-agorafobico (una barca in viaggio, spazio chiusissimo, in mezzo alle immensità del mare) lasciando intorno a loro un ampio margine di mistero. Solo due di loro conoscono il motivo del viaggio verso il canale di Suez, mentre il terzo, sorta di coscienza pulita in atto di sporcarsi con la realtà, capisce e non capisce. Si aggiungerà poi un quarto inaspettato passeggero, una donna fuggita da uno yacht e caricata a bordo. Se il mistero strettamente narrativo sarà progressivamente chiarito, restano invece zone inesplorate nei caratteri dei tre personaggi. Solo il “terzo incomodo” compirà un chiaro percorso, rispondendo al male con il male. I pregi di Waves si riassumono in una grande padronanza visivo-narrativa, capace di tenere alta la tensione in uno spazio così ristretto e totalmente concentrato su pochi personaggi. Il film-sfida in spazio chiuso è un topos del cinema di tutti i tempi, e Sassi mostra un certo coraggio già nell’operare una scelta simile. Buone le prove degli attori, soprattutto di Francesco Di Leva e Luca Marinelli, appena visto in sala in Tutti i santi giorni di Paolo Virzì. D’altra parte, Sassi appare ancora un po’ acerbo in fase di sceneggiatura: in un film molto costruito sui silenzi, i pochi dialoghi finiscono per assumere grandissimo peso, e le eventuali debolezze possono risaltare in modo evidente. Qua e là, in Waves le parole stridono. A volte fin troppo semplici e quotidiane, altrove un po’ troppo scritte e altisonanti, con qualche retorica risaputa sulla vita di mare. Tuttavia, rimane a vantaggio del film un racconto globalmente teso e serrato, da apprezzare per la scelta di cercare altre vie espressive. In un sistema-cinema “normale” i meriti di Waves non sarebbero tali. Ovvero, in un cinema nazionale capace di esprimere una gamma esauriente di possibilità creative, il film di Sassi risulterebbe un onesto prodotto industriale. A casa nostra, invece, scegliere racconti “altri” finisce per essere già titolo di merito. Perciò benvenuto a Waves e a Corrado Sassi, sperando che l’industria non se lo risucchi in men che non si dica.

MASSIMILIANO SCHIAVONI


Commenti

commenti

Commenti

commenti

Colonna Sonora info e playlist
Nessuna colonna sonora per questa scheda
Interviste i protagonisti raccontano

Intervista a Corrado Sassi, regista di Waves
Intervista a Luca Marinelli, interprete di Waves
Intervista alla produttrice di Waves Camilla Volpato
Intervista a Francesco di Leva interprete di Waves
Audiorecensione

Intervista a Corrado Sassi, regista di Waves
Intervista a Luca Marinelli, interprete di Waves
Intervista alla produttrice di Waves Camilla Volpato
Intervista a Francesco di Leva interprete di Waves