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Carlo!

Per "Prospettive Italia" passa al Festival di Roma il documentario di Gianfranco Giagni e Fabio Ferzetti su Carlo Verdone. Simpatico omaggio e percorso nella memoria personale e nazionale.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Carlo!

Trama: Il cinema di Carlo Verdone visto da dentro. Gli attori, le attrici, i collaboratori, gli amici, la famiglia, le strade e le voci di Roma, il gioco infinito di riflessi da cui nascono personaggi, caratteri, storie. Ma anche la tecnica, la capacità di osservazione, l’uso del corpo e della voce, la nascita e la psicologia dei personaggi maschili, il rapporto complicato con quelli femminili. E poi i film e gli attori di riferimento, il rapporto con il pubblico, la casa in cui è cresciuto, l’importanza della figura paterna, gli studi al Centro Sperimentale, una formazione che abbraccia l’underground e Lo Sceicco bianco, Sergio Leone e Pietro Germi, Alberto Sordi e Jack Lemmon. Il tutto ripercorso nei luoghi più tipici del cinema di Verdone in un viaggio contrappuntato da foto e filmati inediti oltre che dalle testimonianze di collaboratori, amici, familiari.

 

 

 

 

 

 

Titolo originale Carlo!
Regia: Gianfranco Giagni, Fabio Ferzetti
Fotografia: Andrea Mari, Marco Fiata
Montaggio Roberto De Bonis
Cast: Carlo Verdone, Novilia Bernini, Margherita Buy, Inti Carboni, Gianfranco Di Silvestri, Pierfrancesco Favino, Alice Filippi, Ernesto Fioretti, Goffredo Fofi, Claudia Gerini, Marco Giallini, Eleonora Giorgi, Marco Giusti, Filippo La Porta, Francesca Marciano, Laura Morante, Pasquale Plastino, Micaela Ramazzotti, Toni Servillo, Giulia Verdone, Luca Verdone, Paolo Verdone
Anno: 2012
Durata: 76’
Origine: Italia
Genere: documentario
Produzione: Lotus Production
Distribuzione:
Data di uscita: 3, 4 e 5 giugno 2013 nelle sale del circuito The Space

Fuori concorso al Festival Internazionale del Film di Roma.

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Immagini galleria fotografica
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Recensionescritta da Massimiliano Schiavoni

Anche per Carlo Verdone è tempo di bilanci e di storicizzazione. E’ sempre strano veder trasformare in tempo reale un autore, attore o quant’altro in materia di analisi storico-culturale. Di solito è anche un bel traguardo, che significa per l’artista aver acquisito l’aurea di classico, degno di memoria negli anni a venire. L’intento di Gianfranco Giagni e Fabio Ferzetti, autori del documentario Carlo! presentato al Festival di Roma in Prospettive Italia, oscilla tra il benevolo omaggio e la ricostruzione di un percorso artistico, ricorrendo a spezzoni di film, interviste ad attori e soprattutto attrici che hanno condiviso il set con Verdone (Margherita Buy, Laura Morante, Micaela Ramazzotti, Eleonora Giorgi, Claudia Gerini, Marco Giallini, Pierfrancesco Favino, Toni Servillo, che sta lavorando con lui sul set di La grande bellezza di Paolo Sorrentino…), brani di cinema privato, interventi di amici nella vita di tutti i giorni, e testimonianze di Verdone stesso che racconta, rievoca, condivide.

Per chi è un po’ più giovane Carlo! è un’occasione per scoprire i suoi esordi, magari anche per vedere brani lontani nel tempo di quando Verdone si concedeva a una tv italiana che all’epoca poteva sembrare conservatrice e pantofolaia, e che oggi ci ritroviamo a rimpiangere profondamente. Per chi invece ha un’età parallela agli anni della sua carriera, il film ripropone scorci nella memoria cinematografica, accompagnando per mano lo spettatore in un contesto creativo come gli anni ’80 italiani, sorretti da un’industria più debole dell’attuale ma forse più vivace. Giagni e Ferzetti cedono forse un po’ sul lato privato dell’attore, che pure è appena accennato per un probabile rispetto della nota riservatezza di Verdone, ma che comunque deraglia spesso verso un’insistita malinconia. Che è sì cifra stilistica dell’universo verdoniano, ma che in Carlo! emerge con un eccesso di compiacimento e consapevolezza per il lato oscuro del comico, non disdegnando qualche cenno alla ben nota natura ansiosa e depressiva di Verdone. E’ lo stesso Servillo a darne un ritratto esplicito in uno dei suoi interventi, rimarcando la dicotomia tra risata e angoscia che caratterizza il comico e che l’attore partenopeo vuol ravvisare anche nel collega romano. Tutto vero, verissimo. Ma non si deve mai perdere di vista un dato fondamentale: nell’artista-Verdone il cinema è concetto complicato. Citando un’osservazione di Goffredo Fofi contenuta nel film, Verdone non è mai stato un grande regista, come Sordi, Troisi e molti altri attori-autori di casa nostra. Aggiungeremmo anche che lo sbandierato “sguardo sociale” del cinema di Verdone è molto sopravvalutato. Il Verdone-autore elenca spesso casistiche sociali, e raramente racconta. E allora, quel che forse manca a Carlo!, è la celebrazione di un attore eccelso che avrebbe meritato registi migliori. Migliori di se stesso. Speriamo in Sorrentino.

MASSIMILIANO SCHIAVONI


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