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Una pistola en cada mano

Otto uomini alle prese con la crisi dei quarant'anni sono al centro della pellicola di Cesc Gay. Fuori Concorso al Festival Internazionale del Film di Roma 2012, un film divertente, intelligente e splendidamente interpretato.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Una pistola en cada mano

Trama: Otto uomini sulla quarantina colti in situazioni quotidiane che rivelano il loro vero dilemma: la crisi dell’identità maschile. Tutti sono segnati da un senso di disorientamento. Il loro comportamento sospeso tra il patetico e il comico va a comporre un mosaico di emozioni che normalmente gli uomini non mostrano. J. è depresso, nonostante non gli manchi nulla; E., al contrario, non fa altro che dormire come un bambino, da quando è tornato a vivere con la madre. S. affronta l’ex moglie Elena nel tentativo di tornare con lei. G. cerca, con l’aiuto degli ansiolitici, di capire perché la moglie lo tradisca. P. cerca di sedurre Mamen, una sua collega. Le mogli di due amici si scambiano i ruoli per far sì che i loro uomini, incapaci di condividere informazioni private, scoprano i reciproci segreti.

Titolo originale Una pistola en cada mano
Regia: Cesc Gay
Sceneggiatura: Cesc Gay, Tomàs Aragay
Fotografia: Andreu Rebés
Montaggio Frank Gutiérrez
Musica: Jordi Prats
Cast: Ricardo Darín, Luis Tosar, Javier Cámara, Eduardo Noriega, Leonor Watling
Anno: 2012
Durata: 95′
Origine: Spagna
Genere: drammatico, commedia
Produzione:
Distribuzione:
Data di uscita:

Fuori Concorso al Festival Internazionale del Film di Roma 2012.

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Recensionescritta da Emanuele Rauco

Una commedia corale con tanti attori famosi che in lunghi dialoghi di impianto teatrale ironizzano sulla crisi maschile e i rapporti di coppia. Se vengono in mente pasticci come l’accoppiata di Brizzi Maschi contro femmine e viceversa, ci si sbaglia: Una pistola en cada mano di Cesc Gay, film di chiusura del 7° Festival Internazionale del Film di Roma, è invece una piccola e gustosa commedia che mostra l’intelligenza e l’acume del regista di Krampack.
Il film mette in scena 8 uomini e le loro crisi sentimentali, affettive, psicologiche o anagrafiche nel rapporto con donne che non riescono a capire e dalle quali non sanno farsi capire. Scritto dallo stesso Gay con Tomàs Aragay (non a caso, professionista teatrale), Una pistola en cada mano è una commedia corale, costruita su cinque scene più un epilogo, per cinque divertenti dialoghi che raccontano con finezza ironica la mezza età e le sue conseguenze.

Temi come i tradimenti, le disfunzioni sessuali, ma anche le difficoltà psicologiche nel cominciare a fare i conti col tempo che passa, diventano l’occasione per un saggio di leggerezza invidiabile, in cui si racconta, quasi si sviscera l’identità maschile con tutti i suoi limiti. Gay non ha paura di prendersi i suoi tempi e di “chiudere” lo sguardo dello spettatore una scena per volta, ma riesce a sfoderare un umorismo sempre più convincenti, evitando sempre l’effetto barzelletta dietro l’angolo.
Una sceneggiatura, e soprattutto dei dialoghi, sicuri e precisi, una regia a orologeria nella gestione di tempi e toni della risata e soprattutto una squadra di dodici attori che praticamente è la nazionale dei migliori interpreti di lingua spagnola contemporanei: su tutti, Ricardo Darìn e Luis Tosar, protagonisti della scena migliore, ma anche Eduard Fernàndez e Leonor Watling. Applaudito e molto gradito, Una pistola en cada mano dimostra che la riuscita di un certo tipo di commedia non dipende dalla presunta maturità (o immaturità) del pubblico che si ha di fronte, ma dal talento e dalla raffinatezza di chi la realizza.


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