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L’amore è imperfetto

Francesca Muci porta al cinema, adattando il suo romanzo omonimo, un dramma sentimentale pieno di sesso ma senza erotismo. Protagonista Anna Foglietta.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: L’amore è imperfetto

Trama: “Io non rinuncio più a niente. L’amore però, quello non me lo invento più. Mi prendo quello che viene, senza più regole, anche se non so cos’è.” E’ bastato un attimo e la vita di Elena è cambiata d’improvviso. Dopo una grande delusione d’amore, Elena incontra per caso due persone da cui si lascia sedurre: Ettore, un uomo maturo e affascinante e Adriana, una diciottenne travolgente e senza freni inibitori. Le due storie aiuteranno Elena ad accettare l’imperfezione dell’amore e a ritrovare se stessa.

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale L’amore è imperfetto
Regia: Francesca Muci
Sceneggiatura: Francesca Muci, Gianni Romoli
Fotografia: Vittorio Omodei Zorini
Montaggio Alessandro Marinelli
Musica: Manuel De Sica, Tiziano Ferro
Cast: Anna Foglietta (Elena), Camilla Filippi (Roberta), Bruno Wolkowitch (Ettore), Giulio Berruti (Marco), Lorena Cacciatore (Adriana)
Anno: 2012
Durata: 92′
Origine: Italia
Genere: drammatico
Produzione: R&C Produzioni; in collaborazione con Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 29 novembre 2012

Immagini galleria fotografica
Video trailer e filmati

Trailer italiano
Recensionescritta da Silvio Grasselli

Francesca Muci negli anni recenti ha lavorato come regista di documentari per la televisione di  Stato, la Rai, specializzandosi in film dedicati a temi religiosi e alla Terra Santa. Poi, dopo aver esordito anche come autrice letteraria (presso Piemme), ha pensato bene di varare la sua opera prima nel campo della narrativa cinematografica, traducendo per lo schermo la storia già raccontata su carta. Che a produrre questo suo cimento ci pensi mamma Rai e a distribuirlo sia pronta 01 – in altri casi, entrambe assai meno solerti di così – non è altro che la chiusura di un cerchio.

L’amore è imperfetto - stesso titolo per il libro e per il film - mette in parallelo due diversi periodi di un vita sola, quella di Elena, prima ciecamente caduta nell’inganno del doppiogiochista Marco - davanti a lei principe azzurro, lontano dai suoi occhi damerino dedito a relazioni omosessuali segrete -, poi, passati sette anni sette, più istintivamente caduta tra le braccia di un uomo maturo bello e irrequieto, ma anche lascivamente sedotta dalle spregiudicate avances di una diciottenne incontrata per caso.

Un bel po’ di carne al fuoco, insomma. E di carne in effetti se ne vede tanta in questo esordio che nasconde la presunzione dietro l’inconcludenza: sesso al mattino e alla sera, a letto e in riva al mare, etero e omosessuale, da soli e ben accompagnati, un po’ di perversione e qualche spogliarello, in un catalogo di situazioni pseudo erotiche, gelide, noiose e del tutto gratuite da far impallidire pure il peggior cinema di serie zeta. D’amore tra l’altro si parla poco; al confronto si parla più di psicanalisti, figli e coniugi abbandonati, di rovelli moralistici e risoluzioni amorali. E poi, certo, i figli, la maternità e la paternità, il bello di essere genitori comunque, dovunque e con chiunque, male che vada anche da soli.

Scritto a quattro mani dalla regista insieme a Gianni Romoli - anche produttore accanto all’immancabile Tilde Corsi - il film è una pessima accozzaglia di luoghi comuni, situazioni scontate, miseri e angusti cliché montati dentro il solito orizzonte borghese da catalogo della fiera della biancheria. L’esordio di Francesca Muci contiene in sé la colpa peggiore per qualsiasi opera prima: una mediocrità perfettamente conformata allo status quo. E il titolo – come in fondo anche la “morale” complessiva – sembra fare l’eco al certo non memorabile verdoniano L’amore è eterno finché dura, assumendone, oltre ogni somiglianza superficiale e forzata, una simile anti-etica codarda, disfattista, perdente e rinunciataria: un motivo in più per vedere in questo primo frutto nato secco, invece che spunti di novità, di vitalità, di desiderio, il vento forte di una retroguardia arrogante senza neppure il dono dell’eloquenza.

 

SILVIO GRASSELLI

 

 

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    Interviste i protagonisti raccontano

    Intervista alla protagonista Anna Foglietta
    Intervista alla regista Francesca Muci
    Audiorecensione

    Intervista alla protagonista Anna Foglietta
    Intervista alla regista Francesca Muci
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