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Asterix e Obelix al servizio di sua maestà

Comicità non troppo raffinata, gag demenziali e stereotipi culturali tentano di animare un altro capitolo nella saga cinematografica francese, ispirata ai noti personaggi dei fumetti.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Asterix e Obelix al servizio di sua maestà

Trama: 50 a.c.: Cesare decide di invadere un misterioso Paese chiamato Britannia. Cordelia, Regina della Britannia, manda il suo fedele ufficiale Beltorax a chiedere aiuto a un piccolo villaggio noto per la sua tenace resistenza ai Romani. Qui vivono Asterix e Obelix impegnati a educare Menabotte, nipote del capo del villaggio. Asterix, Obelix e Menabotte partiranno come scorta di Beltorax, ma durante il viaggio nulla andrà come previsto.

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale: Astérix et Obélix: Au service de sa Majesté
Regia: Laurent Tirard
Sceneggiatura: Grégoire Vigneron
Fotografia: Catherine Pujol, Denis Rouden
Montaggio Valérie Deseine
Musica: Klaus Badelt
Cast: Gérard Depardieu (Obelix), Edouard Baer (Asterix), Guillaume Gallienne (Beltorax), Vincent Lacoste (Menabotte), Valérie Lemercier (Miss Macintosh), Fabrice Luchini (Giulio Cesare), Catherine Deneuve (Regina Cordelia), Charlotte Le Bon (Ofelia), Bouli Lanners (Grandibaf), Dany Boon (Mazzaf), Jean Rochefort (Lucius Fuinus), Luca Zingaretti (Generale), Filippo Timi (Decurione di pattuglia), Neri Marcore (Decurione di pattuglia), Niccolo Senni (Megacursus), Tristan Ulloa (Claudius Lapsus)
Anno: 2012
Durata: 110′
Origine: Francia, Spagna, Italia, Ungheria
Genere: commedia
Formato: 3D e 2D
Produzione: Fidélité Films
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: 10 gennaio 2013

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Recensionescritta da Laura Croce

C’è sempre qualcosa di divertente nel prendere esplicitamente in giro gli stereotipi culturali che contrassegnano popoli a noi diversi ma molto vicini. Da questo punto di vista, anche un film dalla comicità non proprio sopraffina come Asterix e Obelix al servizio di sua Maestà ha buon gioco nella misura in cui riesce a far incontrare e scontrare tre caratteri nazionali già ben definiti come quello Gallo, cioè francese, quello britannico e quello romano, cioè italiano, più una piccola incursione di barbari del Nord che dovrebbero ricordare gli scandinavi. Dopo essersi prolungata già per tre episodi, in questo nuovo capitolo la saga di Asterix e Obelix, nata dalle strisce di  René Goscinny e Albert Uderzo, si trasferisce infatti al di là della Manica, prendendo come riferimento storico l’espansione dell’Impero capitolino in quella che sarebbe poi diventata l’Inghilterra. Quale occasione migliore per ampliare il solito conflitto tra Cesare e Galli anche allo strano aplomb inglese, ai discutibili gusti culinari britannici e all’amore per una bevanda a base di acqua calda come il tè? Fin qui il lato moderatamente divertente del film, che si nutre anche delle buone interpretazioni di grandi attori messi in panni talvolta imbarazzanti (pensiamo non solo al povero Depardieu ancora avvolto nell’involucro di Obelix, ma anche a Fabrice Luchini nel ruolo dell’Imperatore, per non parlare delle comparsate dei nostri Filippo Timi e Neri Marcorè).

D’altro canto, è difficile soprassedere su alcuni tratti piuttosto evidenti che non giocano proprio a favore del film, cioè le gag per lo più demenziali, la tendenza a ridurre tutto costantemente a macchietta e l’uso dozzinale degli effetti speciali. Il 3D è abbastanza scuro e ingiustificato, mentre dal lato  visivo Asterix e Obelix al servizio di sua Maestà ricorda spesso i giochi di strategia per PC, con villaggi, eserciti e navi generate in modo fin troppo evidente con l’aiuto della computer grafica. Certo, si tratta sempre di una commedia e non di un kolossal da cui ci si aspetta un certo tipo di spettacolarità. Considerando tuttavia che non serve necessariamente andare al cinema per sentire battute transfrontaliere sui difetti dei diversi popoli europei, le pecche stilistiche finiscono per gravare ancora di più su un’opera già di per sé molto debole che, per l’estrema semplicità, sembra talvolta rivolgersi a un pubblico principalmente infantile, nonostante le sottigliezze del confronto culturale sembrino invece destinate a spettatori già più adulti. In sostanza, un film che può regalare qualche tiepida risata, ma niente di meno trascurabile che la classica barzelletta con un italiano, un inglese e un francese.


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