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Upside Down

Solanas affronta la fantascienza adulta, tra politica e sentimenti e usa Jim Sturgess, Kirsten Dunst e gli effetti speciali per mettere in scena idee folgoranti non elaborate fino in fondo.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Upside Down

Trama: La pellicola, una sorta di Romeo e Giulietta ai tempi di Inception, mette in scena due mondi specularmente opposti, uno sopra ricco e benestante e uno sotto povero e meno sviluppato. Due mondi tanto vicini quanto irragiungibili dove città, foreste e oceani esistono anche al di sopra delle nostre teste e ai cui abitanti è proibito interagire. Adam appartiene al mondo di sotto. Eden a quello di sopra. Il loro errore sarà quello di innamorarsi rischiando di incrinare le leggi dell’universo.

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale: Upside Down
Regia: Juan Diego Solanas
Sceneggiatura: Santiago Amigorena, Juan Diego Solanas
Fotografia: Pierre Gill
Montaggio Dominique Fortin, Paul Jutras
Musica: Benoît Charest
Cast: Kirsten Dunst (Eden), Jim Sturgess (Adam), James Kidnie (Lagavullan), Heidi Hawkins (reporter), Holly O’Brien (Paula), Frank M. Ahearn (Flynn), Vincent Messina (Tommy), Nicholas Rose (Pablo), Jesse Sherman (Kevin), John Maclaren (moderatore)
Anno: 2012
Durata: 107′
Origine: Francia, Canada
Genere: drammatico, sentimentale
Formato: 2D e 3D
Produzione: Jouror Productions, Onyx Films, Studio 37, Transfilm
Distribuzione: Notorious Pictures
Data di uscita: 28 febbraio 2013

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Recensionescritta da Emanuele Rauco

Una grande idea che dipinga un universo. E’ questo il segreto della migliore fantascienza, quella che in letteratura ha in Vonnegut e Dick i suoi fari e al cinema contemporaneo si aggrappa al talento di Andrew Niccol. Su quella scia si pone Juan Solanas, autore al secondo film che con Upside Down cerca di affrontare amore e politica in chiave di sci-fi adulta.
La pellicola, una sorta di Romeo e Giulietta ai tempi di Inception, mette in scena due mondi specularmente opposti, uno sopra ricco e benestante e uno sotto povero e meno sviluppato con gravità diversa. Due mondi tanto vicini quanto irraggiungibili dove città, foreste e oceani esistono anche al di sopra delle nostre teste e ai cui abitanti è proibito interagire. Adam appartiene al mondo di sotto. Eden a quello di sopra. Il loro errore sarà quello di innamorarsi rischiando di incrinare le leggi dell’universo. Scritto dallo stesso Solanas, Upside Down è un mélo futuristico, sull’amore come forma rivoluzionaria, che appunto si basa sull’idea folgorante di due pianeti sottosopra che provano a comunicare tra di loro. Perché oltre alla diversa gravità, il mondo creato da Solanas è una dittatura aziendale, in un cui una multinazionale regola il contatto tra sopra e sotto e controlla il contatto illegale tra i mondi: e così la storia d’amore diventa anche un modo per raccontare il tentativo di sovvertire letteralmente le leggi (della fisica o degli uomini poco cambia), di donare al contatto umano il suo ruolo fondamentale.

Rispetto a un sottovalutato film come In Time però, Upside Down non riesce a elaborare fino in fondo le proprie idee, gli spunti bellissimi, la mitologia del racconto e rischia di sfilacciarsi, spezzando l’incantesimo. Un incantesimo che Solanas rende possibile grazie all’intelligentissimo uso degli effetti speciali, che creano un mondo anziché un mero spettacolo, e dei personaggi; peccato che la sceneggiatura non sia complessa come il soggetto meriterebbe – lo mostra per esempio l’escamotage dell’amnesia per creare pathos – e questo porta il regista a dover rallentare il proprio sforzo non solo visionario ma soprattutto concettuale. Resta comunque uno sforzo visivo, al limite del lezioso ma impressionante, e una buona accoppiata Jim Sturgess-Kirsten Dunst, adatta ai sognatori degli spettatori più romantici e forse meno smaliziati.

EMANUELE RAUCO


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