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Tutti contro tutti

Rolando Ravello debutta alla regia con una convincente tragicommedia a sfondo sociale. Nel cast Kasia Smutniak e Marco Giallini. Le nostre interviste al regista e al cast.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Tutti contro tutti

Trama: Quello era un giorno di festa, la prima comunione del figlio Lorenzo, con tutta l’agitazione che accompagna un giorno cosi, in un modesto appartamento di periferia. Il vestito buono, il rinfresco per festeggiare con i parenti un grande avvenimento. Chi avrebbe mai potuto pensare che tutti allegri dopo la cerimonia, Agostino, sua moglie Anna, il caustico Nonno Rocco, i due figli Erica e Lorenzo accompagnati da tutta la famiglia del cognato, Sergio, Romana e i loro figli Rossana e Luca, arrivati sul pianerottolo, avrebbero trovato la porta chiusa, la serratura cambiata e degli sconosciuti dentro la propria abitazione. Gli avevano rubato casa, pratica diffusa nei palazzoni popolari delle nostre città. Inizia cosi una guerra epocale e tragicomica tra poveri, o forse sarebbe meglio dire tra nuovi poveri, per la riconquista di un diritto inalienabile, il diritto ad una casa.

 

 

 

 

 

 

Titolo originale: Tutti contro tutti
Regia: Rolando Ravello
Sceneggiatura: Rolando Ravello, Massimiliano Bruno
Fotografia: Paolo Carnera
Montaggio:  Clelio Benevento
Musica: Alessandro Mannarino
Cast: Rolando Ravello (Agostino), Kasia Smutniak (Anna), Marco Giallini (Sergio), Stefano Altieri (nonno Rocco), Lorenza Indovina (maestra), Valentina Sperlì (signora Magistri), Ivano De Matteo (Mazzetti), Paolo Sassanelli (Tonino Rizzuti), Raffaele Iorio (Lorenzo), Agnese Ghinassi (Erica), Lidia Vitale (Romana)
Anno: 2013
Durata:
Origine: Italia
Genere: commedia
Produzione: Fandango, in collaborazione con Warner Bros. Entertainment Italia
Distribuzione: Warner Bros
Data di uscita: 28 febbraio 2013

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Recensionescritta da Erminio Fischetti

Sebbene votato alla commedia a tutti i costi, il cinema nostrano, fra un cerchiobottismo datato e l’altro, a volte può raccontare anche storie tragiche. Nel dettaglio una di quelle tragedie quotidiane, invisibili, anche se alla luce del sole, che riguardano quell’unica cosa che non dovrebbe essere negata a nessuno: un tetto. Perché nel 2013 c’è ancora chi può rimanere senza casa. E capita a famiglie come tante, all’apparenza normali. Se negli anni immediatamente successivi al secondo conflitto mondiale, Totò ci aveva deliziato con ironia sul problema degli sfollati e la mancanza effettiva di abitazioni in Totò cerca casa, regia di un giovanissimo Monicelli e di Steno e qualche anno dopo, nei Cinquanta, Vittorio De Sica ci ha insegnato molto amaramente che l’abusivismo era una piaga necessaria in quello splendido film di tardissimo neorealismo che è stato Il tetto, ora Rolando Ravello con Tutti contro tutti propone invece un ritratto non certo zavattiniano, ma non privo però di crudele mordente rispetto ad un’altra condizione, molto contemporanea, della questione casa: l’occupazione delle abitazioni di periferia. Ed è quello che succede ad Agostino e alla sua famiglia, che di ritorno dalla Prima Comunione del figlioletto Lorenzo trovano la serratura cambiata e un’altra famiglia ad abitarci. Gli è stata letteralmente rubata la casa da sotto il naso. Per la sventurata famigliola non resta che accamparsi sul pianerottolo. Con il terrore da parte dei vicini di vedersi soffiare a loro volta casa da loro.

Ravello, attore di lunga data, esordisce alla regia in una commedia garbata, ironica e dalle venature agrodolci, capace di fare un quadro anche piuttosto intelligente sia sulla periferia delle grandi città italiane sia sulle stratificazioni sociali di quello sfondo. La periferia di Ravello è infatti fatta di povertà, immigrazione, bullismo, nullafacenza, corruzione, violenza. Ma sempre con un’ironia che spunta da ogni angolo. La convivenza e la tolleranza, di cui parla tanto la nostra politica, qui diventa un lavoro sul campo e Ravello la utilizza come grimaldello per un’analisi evolutiva del nostro Paese (fra le tante cose negative), come racconto capace di far notare che l’Italia è cambiata nei volti, nel cibo, nell’abbigliamento, negli accenti, negli usi e costumi, ma non certo nella disperazione, che è la stessa di Totò e De Sica. Anzi. Forse, come ci dicono anche i giornali, mai come oggi siamo vicini a quegli anni. Con la tragica consapevolezza che ora si torna indietro anziché andare avanti. E di quegli anni, non a caso, Ravello ripropone i concetti della solidarietà, di quel mutuo soccorso (che vede protagonisti molti dei vicini del caseggiato, in particolare quelli immigrati) e di una buona dose di pacifica convivenza. Il tema sociale è perfettamente impalmato all’interno di una struttura narrativa che fatica a carburare, perlomeno all’inizio, ma che poi trova mano mano il delicato equilibrio fra farsa e malinconia, irriverenza e crudeltà. Per poi finire, in colpo di coda, inaspettatamente e forse in maniera realmente graffiante. Tutti contro tutti, che il regista e protagonista (faccia molto azzeccata tra l’altro) scrive a sei mani con Massimiliano Bruno e Agostino Cordì, possiede già alcuni elementi messi in cantiere dal Bruno di Nessuno mi può giudicare: la periferia, l’immigrazione, l’arrabbattamento a cui la crisi economica ha costretto famiglie fino ad un po’ di tempo fa perfettamente in grado di sopravvivere con dignità e che ora non riescono ad arrivare alla fine del mese, capaci di fare le cose più impensabili pur di andare avanti. Una condizione esautorata, se si considera che nelle grandi città pagare un affitto è una cosa che va al di là delle possibilità economiche di molti. Ravello così fotografa un’Italia povera, ma capace ancora di sorridere di fronte alle avversità, dove tutti sono contro tutti, ma anche sulla stessa barca, italiani e non, e come ci ha ricordato Ivano De Matteo (il regista di Gli equilibristi, qui in una piccola parte) qualche mese fa, sempre annaspando alla ricerca di un equilibrio. Equilibrio che, invece, dal punto di vista tecnico, registico, attoriale e di maestranze, Tutti contro tutti riesce a mantenere piuttosto bene.

ERMINIO FISCHETTI


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Interviste i protagonisti raccontano

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Intervista a Rolando Ravello e Kasia Smutniak, regista e interprete di Tutti contro Tutti
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