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Educazione Siberiana

Elegante ma dispersiva l’ultima opera di Salvatores, alla scoperta di un microcosmo perduto e intrigante: quello di un clan criminale ai confini di una Russia travolta dalla caduta del Muro. La nostra intervista al regista.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Educazione Siberiana

Trama: L’educazione siberiana è uno strano tipo di “educazione”. E’ un’educazione criminale, ma con precise e, a volte sorprendentemente condivisibili, regole d’onore. La storia si svolge in una regione del sud della Russia e abbraccia un arco di tempo che va dal 1985 al 1995. In quegli anni avviene uno dei più importanti cambiamenti della nostra storia contemporanea: la caduta del muro di Berlino e la conseguente sparizione dell’Unione Sovietica con tutto quello che questo evento ha poi comportato nei rapporti economici e sociali dell’intero pianeta.

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale: Educazione Siberiana
Regia: Gabriele Salvatores
Sceneggiatura: Stefano Rulli, Sandro Petraglia, Gabriele Salvatores
Fotografia: Italo Petriccione
Montaggio: Massimo Fiocchi
Musica: Mauro Pagani
Cast: Peter Stormare (Ink), John Malkovich (Kuzja, il nonno), Eleanor Tomlinson (Xenya), Andrius Paulavicius (sergente russo), Giedrius Nagys (soldato russo), Donatas Simukauskas (soldato russo), Arnas Fedaravicius (Kolyma), Vilius Tumalavicius (Gagarin), Marek Toth (soldato russo), Antanas Surgailis (poliziotto)
Anno: 2013
Durata: 110′
Origine: Italia
Genere: drammatico
Produzione: Cattleya, in collaborazione con Universal Pictures International
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 28 febbraio 2013

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Recensionescritta da Laura Croce

Un’ambientazione affascinante, piena di un gelido mistero che contrasta con gli animi ardenti dei protagonisti. Una storia che ribalta in parte il concetto di Bildungsroman, raccontando l’iniziazione di un giovane alla vita da criminale, o meglio da “onesto criminale”, come si suggerisce nel film. Non da ultimo, un cast che può vantare la presenza di un attore di classe come John Malkovich, che sa ancora come rapire la scena e monopolizzare lo schermo. Tratto dall’omonimo libro di Nicolai Lilin, il nuovo film di Gabriele Salvatores avrebbe in teoria tutte le carte in regola per essere un’opera travolgente e fuori dall’ordinario, soprattutto nel panorama cinematografico italiano. E invece Educazione Siberiana si ferma a un’eleganza formale, soprattutto nella costruzione di alcune scene e di alcuni ambienti, non sorretta da una struttura abbastanza forte e organica per rendere appieno la complessità del mondo raccontato da Lilin, prima, e dal regista, poi.

La storia al centro del film è quella di due ragazzi, Kolima e Gagarin, cresciuti tra gli anni ’80 e ’90 ai confini di una realtà in via di estinzione: quella di una sperduta regione della Russia, usata durante il regime come sorta di colonia penale, e dominata perciò da clan che dal crimine hanno tratto un’etica molto particolare e regole di vita estremamente rigide, volte a preservare la purezza distorta di quel microcosmo. Regole trasmesse con carisma e severità al piccolo Kolima dal nonno Kuzja (Malkovich), capo del clan siberiano, e che finiranno per separarlo da Gagarin, ansioso invece di entrare a far parte di quell’orgia che fu l’improvvisa mescolanza con la cultura occidentale, in arrivo come una valanga dall’altra parte del Muro ormai crollato. Al centro della rottura, anche un amore impossibile con una ragazza affetta da ritardo mentale, che finirà per attirare su di sé il dolore  per la fine del loro rapporto di fratellanza.

Dinamiche umane complesse, estremamente particolari e allo stesso tempo universali, si uniscono in Educazione Siberiana a uno scenario molto interessante, e ancora poco esplorato, come quello della Russia orfana dell’URSS, esposta al crollo di un sistema di valori sostituito all’improvviso da molti dei lati deteriori del vivere occidentale. Peccato che il film non riesca a esplorare fino in fondo nessuna di queste sottotracce, scegliendo piuttosto di concentrarsi su di un tema molto classico come il rapporto quasi morboso di amicizia tra i due giovani protagonisti. L’educazione siberiana impartita dal nonno Kuzja, che rappresenta uno dei lati più ignoti e intriganti della storia, riempie con grande forza la prima parte del film, ma finisce col dissolversi senza nemmeno dare allo spettatore il piacere di dire addio a quell’universo brevemente esplorato. Le regole dei siberiani sono semplicemente enunciate come in una specie di Bignami che, per quanto esaustivo, non è abbastanza per costruire un mondo e rendergli giustizia. Lo stesso avviene per i tatuaggi: tema piuttosto centrale ma ripreso “a singhiozzo” e poi inspiegabilmente accantonato, proprio quando sembrerebbe finalmente dover esplodere in tutta la sua  pregnanza.

Il problema di Educazione Siberiana, in definitiva, è che sembra un assaggio di qualcosa di “più”. Ed è quel certo “più” a rendere ancora più evidenti i difetti di una struttura incerta, che vorrebbe tenere insieme diverse anime, ma finisce col perderle per strada quasi tutte. Altra nota dolente, il personaggio femminile costantemente sopra le righe dalla prima all’ultima scena, così come qualche tratto un po’ troppo ricalcato nel ritratto dell’iroso Gagarin. Debolissima, infine, la colonna sonora iper patetica, che si risolleva solo grazie alla sporadica introduzione di qualche canzone che funge da coordinata culturale e temporale.


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Colonna Sonora info e playlist
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Interviste i protagonisti raccontano

Intervista a Gabriele Salvatores, regista di Educazione Siberiana. A cura di Laura Croce
Intervista a Arnas Fedaravicius e Vilius Tumalavicius, interpreti di Educazione Siberiana
Intervista a Eleanor Tomlinson, attrice di Educazione Siberiana
Intervista a Nicolai Lilin, autore del romanzo Educazione Siberiana
Audiorecensione

Intervista a Gabriele Salvatores, regista di Educazione Siberiana. A cura di Laura Croce
Intervista a Arnas Fedaravicius e Vilius Tumalavicius, interpreti di Educazione Siberiana
Intervista a Eleanor Tomlinson, attrice di Educazione Siberiana
Intervista a Nicolai Lilin, autore del romanzo Educazione Siberiana