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Il prossimo tuo

Storie di ordiaria drammaticità 

il-prossimo-tuo22/06/09 – Il baratro dell`incomunicabilità  sembra circondare le anime di tutti coloro che vivono all`interno del “mondo” in celluloide de Il prossimo tuo. Solitudini e drammi insuperati vengono raccontati dalla regista Anne Riitta Ciccone, la quale ambienta la pellicola in tre diverse capitali europee, ovvero Roma, Parigi e Helsinki. I protagonisti di queste storie sono costretti a fare i conti con un passato che ha riservato loro momenti scabrosi, di cui nessuno ha ancora trovato il modo giusto per esorcizzare i demoni. A Helsinki Eeva, una hostess di terra, schiva il suo prossimo e ha un rapporto molto conflittuale con il suo corpo perchè molti anni prima, in vacanza in Italia, ha subito una violenza sessuale. A Parigi Jean-Paul, un giornalista, non è capace di avere contatti umani perchè da quando è scampato ad un attentato in una zona di guerra non si sente degno del tempo in più che gli è stato concesso: evita i suoi amati figli, che vivono con la madre, e tiene lontana la sua nuova fidanzata, masturbandosi attraverso video pornografici online. Infine, a Roma, Maddalena, una pittrice, evita di innamorarsi degli uomini perchè “loro ti amano solo finchè non li ami tu”, lezione imparata amaramente dopo che la madre si è tolta la vita quando lei era bambina per un uomo che l`aveva abbandonata. Passa parte del suo tempo nel dare lezioni di pittura a Elena, una ragazzina figlia di immigrati, i quali desiderano per lei un futuro migliore e concreto, non “artistico”. Intorno a tutti loro, tante altre piccoli intrecci umani, situazioni altrettanto malinconiche, storie di vecchiaia abbandonata e di meschino razzismo uniscono alcune di queste vite fino alla consolatoria risoluzione finale aperta alla speranza.

Il proposito della regista è quello di affondare nei pensieri di Heidegger e Holderline e di analizzare una psicologia umana fatta di sentimenti di incomunicabilità  e solitudine sviluppatisi a causa di brutali eventi dell`ordinaria esistenza. Da un intento così alto, però, ci si trova di fronte ad un risultato concreto alquanto ambiguo perchè Ciccone realizza un`opera datata, intrisa di luoghi comuni. Sono i soliti stereotipi del tema e dello stile del racconto a dominare per i troppo lunghi 124 minuti, di cui i primi sessanta mancano quasi totalmente di progresso narrativo e ritmo, facendo “vivere” la storia di interni borghesi parigini, paesaggi innevati finlandesi ed esterni del centro romano. Se delle tre storie, sviluppate attraverso un montaggio alternato, è sicuramente quella finlandese ad essere più curata e di maggior impatto, sia da un punto di vista estetico che linguistico, nel complesso il film non apporta assolutamente nulla di nuovo agli argomenti trattati. Anzi, sembra uno di quei lavori non del tutto deprecabili, ma assolutamente velleitari, privi di alcuna ragion d`essere proprio per il loro mancato apporto di originalità , il cui danno maggiore è senza alcun dubbio un punto di vista esterno radicato eccessivamente in una mentalità  borghese. Un film che per l`ennesima volta ci dice la più banale e conosciuta delle verità , ovvero che è necessario aprirsi al prossimo e buttarsi alle spalle il passato per continuare a vivere e cercare un barlume di felicità . Ma questo, quanti altri cineasti, artisti e letterati lo hanno detto, e continuano a farlo, con maggiore inventiva? Di tutt`altro spessore è invece lo straordinario apporto degli attori, prestatisi ai loro personaggi con rara, intensa, sensibilità  e veridicità  e che, quasi come in una situazione di mutuo soccorso, concedono a Il prossimo tuo una sua ragion d`essere.

(ERMINIO FISCHETTI)



Titolo originale: Il prossimo tuo
Produzione: Finlandia, Francia, Italia 2008
Regia: Anne Riitta Ciccone
Cast: Jean-Hugues Anglade, Maya Sansa, Diane Fleri, Laura Malmivaara, Sulevi Peltola, Massimo Poggio
Durata: 124′
Genere: drammatico
Data di uscita: 19 giugno 2009

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