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Benvenuto Presidente!

Con Benvenuto Presidente! Riccardo Milani si serve di Bisio, saggio/idiota, per raccontare la politica italiana; ma il grottesco e la correttezza politica affossano l'umorismo. Le nostre interviste.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Benvenuto Presidente!

Trama: In un piccolo paesino di montagna vive un uomo dal nome impegnativo: Giuseppe Garibaldi, per tutti Peppino. Ama la pesca, la compagnia degli amici, la biblioteca in cui lavora da precario. Certamente è un ottimista, e al figlio che lo accusa d’essere un fallito risponde “Io non so se tutto quel che fai ti torna indietro ma mi piace crederlo”. Un giorno, a causa di un pasticcio dei politici, accade una cosa enorme, incredibile, inaudita: Peppino viene eletto per errore Presidente della Repubblica Italiana. Strappato alla sua vita tranquilla, si trova a ricoprire un ruolo per il quale sa di essere evidentemente inadeguato. Inadeguati sono senza dubbio i suoi modi ma il suo buonsenso e i suoi gesti istintivi risultano incredibilmente efficaci. Certo il protocollo non è il suo forte. Janis Clementi, inflessibile quanto affascinante vice segretario generale della Presidenza della Repubblica, si affanna inutilmente nel tentativo di disciplinare le imprevedibili iniziative del Presidente. Accade così che la gioiosa follia, l’umanità e la disarmante onestà di Peppino sorprendano le istituzioni in crisi e conquistino il Paese sfiduciato. Ma all’orizzonte già si intravedono complotti, incidenti diplomatici, macchinazioni politiche perché la vita nei palazzi del potere non può essere tranquilla anche se sei solo un bibliotecario con l’hobby della pesca.

 

 

 

Titolo originale: Benvenuto Presidente!
Regia: Riccardo Milani
Cast: Claudio Bisio (Peppino), Kasia Smutniak (Janis), Giuseppe Fiorello (politico con pizzetto), Remo Girone (Morelli), Omero Antonutti (Segretario generale), Massimo Popolizio (politico ruspante), Michele Alhaique (Piero), Cesare Bocci (politico bello), Franco Ravera (Luciano), Gianni Cavina (signor Fausto), Stefania Sandrelli (mamma di Janis)
Sceneggiatura: Fabio Bonifacci
Fotografia: Saverio Guarna
Montaggio: Giogio’ Franchini
Musica: Andrea Guerra
Anno: 2013
Durata:
Origine: Italia
Genere: commedia
Produzione: Indigo Film, in collaborazione con Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 21 marzo 2013

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Recensionescritta da Emanuele Rauco

Si potrebbe definirlo il primo film “a 5 stelle” –  nel senso di grillino –  del cinema italiano. E a seguire l’intreccio di Benvenuto Presidente! non si avrebbe del tutto torto: il film di Riccardo Milani sembra infatti una sorta di sorridente manifesto programmatico per il Movimento, o almeno la messa in scena di un comune sentire, che però inceppa proprio il meccanismo cinematografico.
In un piccolo paesino di montagna vive un uomo dal nome impegnativo: Giuseppe Garibaldi, per tutti Peppino. Ama la pesca, la compagnia degli amici, la biblioteca in cui lavora da precario. Un giorno, a causa di un pasticcio dei politici, accade una cosa enorme, incredibile, inaudita: Peppino viene eletto per errore Presidente della Repubblica Italiana. Strappato alla sua vita tranquilla, si trova a ricoprire un ruolo per il quale sa di essere evidentemente inadeguato.Ma accade che la gioiosa follia, l’umanità e la disarmante onestà di Peppino sorprendano le istituzioni in crisi e conquistino il Paese sfiduciato. Scritto da Fabio Bonifacci, Benvenuto Presidente! sembra ispirarsi alla commedia politica USA – da Frank Capra a Dave presidente per un giorno di Reitman – per raccontare l’anti-politica e la risposta della gente, dell’uomo qualunque ai problemi di un paese, sembrando però più un film di propaganda che un’acuta commedia.

Scritto 3 anni fa e varie volte rimaneggiato, il film di Milani sembra calcato sui programmi e le idee che hanno portato al recente sconquasso elettorale (persino il mandato che si esaurisce con il finire dei compiti), a partire dal terzetto di leader politici che cerca di corrompere il presidente – e che ricordano gli A(lfano), B(ersani), C(asini) del precedente governo Monti – fino all’esaltazione della gente comune onesta in ruoli di potere, fino ai discorsi complottisti a base di mafia, servizi segreti deviati e poteri forti, impersonati da un quartetto tra registi e critici (metterci dentro anche Pupi Avati è un tocco notevole, va detto). Ma se il qualunquismo funziona nei comizi, non si può dire lo stesso al cinema: perché Benvenuto Presidente! è così manicheo e didascalico che spegne ogni riflessione, sottigliezza, analisi di una situazione politica grave.
E soprattutto, smorza ogni possibile humour, spreca molte occasioni comiche e grottesche in nome di una correttezza politica e di un buonismo che fa impallidire gli epigoni americani (c’è persino il presidente Patch Adams) e che si ricicla in cliché come la pizza alla marijuana e Mas que nada all’arrivo del presidente brasiliano. Un punto basso nella capacità della commedia italiana di raccontare il reale e non solo farne una mediocre caricatura, che fa dispiacere soprattutto perché Claudio Bisio ha il physique du rôle perfetto e Kasia Smutniak raramente è stata così brava ed espressiva. Quando la politica surclassa il cinema, senza diventarne parte, è comunque una sconfitta, qualunque siano gli ideali.

EMANUELE RAUCO


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Interviste i protagonisti raccontano

Intervista a Claudio Bisio e Kasia Smutniak, interpreti di Benvenuto Presidente!
Intervista al regista di Benvenuto presidente Riccardo Milani
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