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Nina

Con Nina, Elisa Fuksas esordisce nel lungometraggio sotto il segno dell'architettura e del rigore visionario, le manca però il respiro sotto le immagini. Intervista alla regista e alla protagonista, Diane Fleri.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Nina

Trama: La vicenda nasce da una scusa. Dal caso. Il suo migliore amico le chiede un favore: prendersi cura di Omero, il cane depresso dei genitori. La ragazza accetta, trasferendosi nella casa di famiglia dell’amico. Un quartiere sconosciuto, abbagliante, fuori scala: l’Eur. Qui le persone appaiono e scompaiono. Qui ogni cosa è all’apparenza immobile, ogni spazio un deserto disabitato. Eppure, da questo momento in poi, per la ragazza inizia un periodo nuovo, magico,fatto di incontri. Una serie di personaggi perennemente in bilico tra il miraggio e la realtà costellano questa strana estate. Il professor De Luca, sinologo napoletano, Ettore, atipico bambino custode del palazzo dove è finita a vivere, il cane Omero, Marta, ragazza energica e vitale a cui Nina fa lezioni di canto “clandestine” ma soprattutto Fabrizio, un violoncellista incontrato per caso ed inseguito per scelta, nelle notti male illuminate e nei giorni di sole implacabile dell’Eur. Traghettatori a volte inconsapevoli a volte no in questo intervallo di crescita che condurrà Nina ad una inaspettata consapevolezza: quella del sentire e del sentirsi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale: Nina
Regia: Elisa Fuksas
Cast: Diane Fleri, Luca Marinelli, Ernesto Mahieux, Andrea Bosca, Luigi Catani, Marina Rocco, Claudia Della Seta
Sceneggiatura: Elisa Fuksas, Valia Santella
Fotografia: Michele D’Attanasio
Montaggio:
Musica:
Anno: 2012
Durata: 80′
Origine: Italia
Genere: drammatico
Produzione: Fandango
Distribuzione: Fandango
Data di uscita: 18 aprile 2013

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Recensionescritta da Emanuele Rauco

Ha studiato architettura ed è figlia di due architetti rinomati, e si vede. Elisa Fuksas non voleva progettare palazzi ma la vocazione le è rimasta dentro anche nella scelta di fare la regista e la esterna totalmente in Nina, suo lungometraggio d’esordio, che usa la razionalissima geometria dell’EUR per sondare la solitudine di una donna.
Il migliore amico di Nina le chiede un favore: prendersi cura di Omero, il cane depresso dei genitori di lui. La ragazza accetta, trasferendosi nella casa di famiglia dell’amico. Un quartiere a lei sconosciuto, abbagliante, fuori scala: l’Eur. Eppure, da questo momento in poi, per la ragazza inizia un periodo nuovo, magico, fatto di incontri. Una serie di personaggi perennemente in bilico tra il miraggio e la realtà costellano questa strana estate. Scritto dalla stessa Fuksas, Nina è una commedia esistenziale che, come un Antonioni leggero e nel fondo sorridente, indaga nell’intimo silenzioso della sua protagonista attraverso l’evidenza dei luoghi e degli spazi.

Sempre in bilico tra onirismo, rarefazione e levità giovanile, il film sceglie paradossali unità di luogo e tempo – l’EUR deserto di un agosto romano – per mettere in scena il quieto turbine di una ragazza che vorrebbe altro dalla sua vita, ma non sa bene cosa né come ottenerlo, che si rifugia in pochi sporadici incontri ai quali però preferisce la solitudine e i luoghi che la circondano. Fuksas sta sulla superficie dei personaggi in senso positivo, ne guarda le azioni senza giudicarle e ne fa degli elementi filmici all’interno delle inquadrature come fossero costruzioni; l’obiettivo è raccontare il movimento profondo dietro l’apparente stasi, ma il film fatica a comunicare, a diventare emblematico e universale.
E’ come se il bellissimo guscio delle immagini chiudesse il respiro del film, il rigore assoluto delle inquadrature provasse a negare i semplicismi della scrittura, come se costruire il senso del film risultasse secondario. Nina è un esordio interessante e di sicuro estraneo alla media degli esordi nostrani, mostrando una qualità d’immaginazione magari un po’ derivativa ma affascinante, anche grazie a Diane Fleri che pare danzare nel film ed è incantevole quanto canta Fille de personne di Jeanne Moreau. Ciò che non funziona, o che non regge il passaggio alla forma nobile del cinema, è la struttura che dovrebbe dar fiato ed essenzialità alle immagini, la forma che diventa contenuto e viceversa. Qui il rischio è che si limiti sempre al contenitore.

EMANUELE RAUCO


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Interviste i protagonisti raccontano

Intervista a Elisa Fuksas, regista di Nina. A cura di Emanuele Rauco
Intervista a Diane Fleri, interprete di Nina. A cura di Emanuele Rauco
Audiorecensione

Intervista a Elisa Fuksas, regista di Nina. A cura di Emanuele Rauco
Intervista a Diane Fleri, interprete di Nina. A cura di Emanuele Rauco