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Il pasticciere

Un noir vagamente grottesco, tra assurdo beckettiano e cinema di genere. Un esperimento interessante in apertura del Festival di Lecce. Con Antonio Catania protagonista. Inteviste al regista e agli interpreti.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Il pasticciere

Trama: Achille Franzi è un pasticciere diabetico. Il padre gli ha insegnato la vita attraverso l’arte dolciaria. Il suo lavoro è una missione: far felice la gente grazie alla combinazione perfetta degli ingredienti. Partire dal caos per far nascere l’ordine. Ma un giorno il suo paradiso di colori pastello, profumi e ricette segrete smette di essere tale. Achille è costretto a uscire dal laboratorio e a intraprendere un viaggio che cambierà tutto. Un viaggio, del cui significato non è a conoscenza, verso un luogo misterioso dove incontrerà personaggi ambigui e pericolosi. Una realtà di frontiera, in cui le lezioni del padre non bastano più.

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale: Il pasticciere
Regia: Luigi Sardiello
Cast: : Antonio Catania, Rosaria Russo, Ennio Fantastichini, Emilio Solfrizzi, Sara D’amario, Antonio Stornaiolo, Ivan Zerbinate, Silvana Bosi, Luca Cirasola, Antonello Pinto, Werner Waas
Sceneggiatura: Luigi Sardiello
Fotografia: Rocco Marra
Montaggio: Mauro Ruvolo
Musica: Andrea Terrinoni
Anno: 2012
Durata: 97′
Origine: Italia
Genere: drammatico
Produzione: Bunker Lab
Distribuzione:
Data di uscita:

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Recensionescritta da Massimiliano Schiavoni

Esistono al cinema racconti serrati e spietati, tragiche spirali di sangue e denaro dominate da disperazione e fatalismo. Un bel film di qualche anno fa, Soldi sporchi (1998) di Sam Raimi, ne è un meraviglioso esempio. E’ un cinema piuttosto lontano dal nostro, che viene di solito dagli Stati Uniti, ma anche dalla produzione orientale. Qualcosa del genere tenta di fare, in territorio italiano, Luigi Sardiello con il suo Il pasticciere, pellicola d’apertura del Festival del Cinema Europeo di Lecce 2013, un’opera seconda (dopo Piede di Dio) che vede Antonio Catania in uno dei suoi rari ruoli da protagonista, ben affiancato da Ennio Fantastichini e da un notevole cast di contorno (Emilio Solfrizzi in un cameo, Rosaria Russo, Sara D’Amario, Antonio Stornaiolo…). Storia di un solitario pasticciere diabetico, che ha ereditato dall’ingombrante figura paterna sia il diabete sia la conseguente vocazione all’arte dolciaria per amore dei palati altrui, Il pasticciere si delinea come un vero e proprio noir, avvitato intorno a una figura centrale, solitaria e lunare, che innesca una spirale di assurdi omicidi in funzione di un bene idealizzato. Ovvero, la redenzione tramite estremi gesti d’amore, scatenati dall’incontro con un’ex-prostituta schiavizzata da un criminale. A ben vedere, di psicolabili in cerca di riscatto è pieno un po’ tutto il cinema di Paolo Sorrentino: esempio massimo il Titta Di Girolamo di Le conseguenze dell’amore, ma anche l’orrido strozzino di L’amico di famiglia, e a suo modo pure lo Sean Penn di This Must Be The Place. Tuttavia, Il pasticciere procede su tutt’altre strade, a partire dall’ambientazione “liminare” (una Croazia in cui vivono anche italiani; simbolica terra di confine senza più certezze), adottando in particolare un registro narrativo estremamente sui generis, in cui i frequenti cambi di ritmo, così come i sapientissimi montaggi alternati in prefinale, si alternano a brani di dialoghi “beckettiani”, condotti sul filo dell’assurdo in una perfetta interazione tra Catania e Fantastichini.

Certo, come in molte nostre produzioni a basso-medio budget, spesso l’espressività è piegata a un eclettismo che non si sa mai quanto addebitare a scelte autoriali e quanto a difficoltà produttive. Così le cadute di tono sono pure frequenti (soprattutto la sequenza dell’ultimo omicidio, enfatizzato da un irritante ralenti), la qualità della recitazione non è sempre omogenea, e l’insieme del racconto resta un po’ farraginoso. Sardiello fa un uso insistito del racconto spezzato, delle ellissi e delle pause. Un gioco che forse qua e là gli sfugge un po’ di mano, lasciando molti passaggi narrativi o nebulosi, o risolti frettolosamente con troppa fiducia nelle intuizioni di una poliziotta genialoide. Tuttavia, la qualità del visivo è tale che il film si mantiene avvincente anche nella sua impervia scorrevolezza. E, soprattutto, è felice l’intuizione narrativa di un sognatore positivo, non psicolabile, ma semplicemente deciso a operare per il bene a costo di qualsiasi male. Un male stupido e casuale, e per questo inarrestabile. Sardiello mostra insomma una propria coerenza, confermata ulteriormente da un finale di cristallina precisione. Buona la seconda, quindi. Attendiamo fiduciosi la terza.

MASSIMILIANO SCHIAVONI


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Interviste i protagonisti raccontano

Intervista a Antonio Catania, protagonista de Il pasticciere. A cura di Massimiliano Schiavoni.
Intervista a Luigi Sardiello regista di Il pasticciere
Intervista a Ennio Fantastichini, interprete di Il pasticcere
Audiorecensione

Intervista a Antonio Catania, protagonista de Il pasticciere. A cura di Massimiliano Schiavoni.
Intervista a Luigi Sardiello regista di Il pasticciere
Intervista a Ennio Fantastichini, interprete di Il pasticcere