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Harry Potter, 6° capitolo

Harry Potter e il Principe Mezzosangue

Tra disaster movie e romanticismo da teen agers, arriva nella confusione dei generi il nuovo episodio della saga incantata di J. K. Rowling

17/07/09 – Dopo due anni d’attesa torna a rinfrescare la programmazione estiva delle sale cinematografiche il maghetto più famoso del mondo, la saga per bambini forse più diffusa dai tempi dei fratelli Grimm, Andersen & Co., nonchè l’espressione culturale inglese di maggior successo dopo le opere di Shakespeare. Quale siano le ragioni dell’impatto così esorbitante di una serie di romanzi e film per ragazzi è difficile da definire con chiarezza: sarà  la potenza del marketing globale, sarà  il fascino mai perito della magia oppure il bisogno di riscoprire le favole, fatto sta che anche questo nuovo capitolo di Harry Potter si appresta a sbancare i botteghini di tutto il mondo nonostante l’uscita estiva e le molte polemiche sul suo stile un po’ troppo dark.

harry-potter-principe-mezzosangueIn realtà , a parte una scena molto forte dal punto di vista visivo (anche se poco rilevante nel racconto) e la fotografia cupamente livida, a ben vedere questo sesto episodio non sembra discostarsi molto dai precedenti. Già  dal secondo film, si utilizzano infatti senza remore elementi orrorifici e di suspense molto forti rispetto allo standard non scritto imposto dalla Disney, con le sue versioni edulcorata di favole davvero spaventose, rispetto alle quali basilischi, sirene assassine e Mangiamorte non sono praticamente nulla. Anzi, è possibile che la forza della saga creata da J. K. Rowling stia proprio nel non forzare buonismi e lieto fine, definendo i suoi personaggi attraverso le luci e le ombre del loro carattere molto umano, per quanto contornato da pozioni, incantesimi ecc. Anche fin troppo umano in questo “Harry Potter e il Principe Mezzosangue”, dove il tanto materiale narrativo e il poco spazio filmico a disposizione (rubato anche dall’evitabilissima apertura nel cuore della city di Londra, con scene da disaster movie che nulla c’entrano col resto della pellicola) finiscono per non dare abbastanza risalto a quelle sfumature collaterali di cui pure si nutre il successo complessivo della serie. Dopo l’inizio in stile sensazionalistico-catastrofico, il film si arena a lungo nella sotto-trama romantica dei primi batticuori, con Hermione gelosissima dei flirt di Ron e Harry che non riesce a dichiararsi a Ginny, sorella del suo migliore e protettivo amico. Su questo leitmotiv si innestano i soliti misteriosi incidenti che porteranno allo scontro finale del film (in questo caso Draco Vs. Silente, più Piton sempre in mezzo con il suo fare ambiguo), nonchè il vero sviluppo del racconto. Come nel sesto libro, in questo episodio il maghetto è impegnato a indagare sul passato di Lord Voldemort – che emerge dalla memoria del nuovo professore di pozioni Horace Lumacorno – scoprendo tracce della sua infanzia come Tom Riddle e, sopratutto, il segreto del suo oscuro potere. In questa ricerca si dispiegano sia le trovate migliori della messa in scena (come la visualizzazione dei ricordi) sia le più banali, con effetti speciali sparati al massimo e una generale, fastidiosa, tendenza al gigantismo che scopiazza altre grandi produzioni (da Signs a Il Signore degli Anelli). Un miscuglio di generi (tra cui va annoverata la soap opera adolescenziale) che rende un po’ confusionario l’andamento del film, in cui ad esempio praticamente nessuna rilevanza viene attribuita al Prince Mezzosangue del titolo: un tema del tutto in secondo piano, su cui non viene rivelato quasi nulla.

Un po’ troppo accumulo, insomma, in questo sesto capitolo di Harry Potter, a suo modo comunque avvincente. Ma forse era prevedibile in una fase in cui tutti i nodi della storia cominciano a venire al pettine, tanto da permettere alla Warner di dividere il settimo libro in ben due film, allungando l’agonia di tutti quei fan che non vedono l’ora di assistere allo scontro finale tra il protagonista e Lord Voldemort. Potere delle saghe di successo, che va di pari passo con il pericolo di appiattirsi sul minimo indispensabile, di cui il regista David Yates rischia di diventare il vessillo.

LAURA CROCE



Titolo originale: Harry Potter and the Half-Blood Prince
Produzione: USA, Gran Bretagna 2009
Regia: David Yates
Cast: Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Michael Gambon, Alan Rickman, Helena Bonham Carter
Durata: 153′
Genere: fantastico
Distribuzione: Warner Bros Italia
Data di uscita: 15 luglio 2009

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