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BFF: Casa Rossa alla carriera per Daniele Vicari

Al Bellaria Film Festival serata di premiazione per l'autore di Diaz, tra evocazioni di Joris Ivens e Vittorio De Seta, riflessioni su fiction e documentario, e cinema del presente.

Intervista a Daniele Vicari. A cura di Massimiliano Schiavoni.

“Già l’anno scorso premiammo Toni Servillo, che è ancora giovane. Quest’anno Daniele Vicari, giovanissimo. Ma premio alla carriera per noi significa riconoscere quanto di buono s’è già fatto finora, a prescindere dall’età”. Così al Bellaria Film Festival il direttore artistico Fabio Toncelli ha introdotto la serata dedicata a Daniele Vicari, fresco di ben 13 nomination al David di Donatello per Diaz, e altrettanto apprezzato per il bel documentario La nave dolce, riproposto nel programma del festival nella giornata del 30 maggio. A Vicari, appena quarantaseienne, va infatti il Premio Speciale Casa Rossa alla Carriera del Bellaria Film Festival, a fronte di una carriera ancora lunga davanti a sé. L’autore ha ripercorso le tappe del suo tragitto creativo indicando in Joris Ivens uno dei suoi punti di riferimento più forti, e ricercando così le radici del suo lavoro che da sempre fluttua tra fiction e documentario. Lo stesso Diaz rappresenta un caso-limite di lavoro sui confini tra generi, anzi oltre i generi.

“Per La nave dolce, quando alcuni albanesi intervistati mi hanno detto che l’Italia che vedevano in tv li affascinava, ho capito che noi eravamo più condizionati di loro” afferma poi Vicari riguardo al suo ultimo documentario, “Se a loro quel poco di tv italiana faceva questo effetto, allora noi dovevamo esserne invasi. Infatti votiamo senza problemi personaggi televisivi da anni”. Ritirando il premio, Vicari ha poi voluto ricordare Vittorio De Seta, “uno dei pochi esempi di registi fragili. Siamo abituati all’immagine del regista autoritario. De Seta aveva invece una sua straordinaria fragilità”.

MASSIMILIANO SCHIAVONI

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