in questo momento su RadioCinema:

  • Traccia

  • Autore

  • Film

App iPhone | Podcast | Radiofrequenze

Adorabili amiche

Non convincono le varie Thelma e Louise in salsa francese di Benoît Pétré. Tristi signore di mezza età alla rincorsa di ogni possibile stereotipo riguardo alle donne non più nel fiore degli anni.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM

Trama: Tre amiche cinquantenni – Chantal, Gabrielle e Nelly – si mettono in viaggio lungo la campagna francese per andare al matrimonio di un ex fidanzato. Durante il tragitto affronteranno ogni sorta di peripezia e di eventi inaspettati, attraverso i quali emergeranno le loro vere personalità di ciascuna di loro, e quei lati nascosti dei rispettivi caratteri che fino a quel momento avevano tenuto nascosti alle altre.

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale: Thelma, Louise et Chantal
Regia: Benoît Pétré
Sceneggiatura: Benoît Pétré
Fotografia: Stephan Massis
Montaggio: Reynald Bertrand
Musica: Keren Ann
Cast: Jane Birkin (Nelly), Caroline Cellier (Gabrielle), Catherine Jacob (Chantal), Thierry Lhermitte (Philippe), Alysson Paradis (Elisa), Benoît Pétré (Hugo), Sébastien Huberdeau (Mathieu), Micheline Presle (Huguette)
Anno: 2010
Durata: 90′
Origine: Francia
Genere: commedia
Produzione: La Fabrique 2, Studio 37, Uni Étoile 7, Touscoprod
Distribuzione: Nomad Film
Data di uscita: 15 giugno 2012

Immagini galleria fotografica
Video trailer e filmati

Trailer italiano

Trailer originale
Recensionescritta da Laura Croce

Il titolo originale francese recita Thelma, Louise et Chantal. Quello italiano, Adorabili Amiche, rende forse meno l’idea alla base del film di Benoît Pétré, commedia on the road con protagoniste Jane Birkin, Caroline Cellier e Catherine Jacob, ma almeno ha il pregio di riportare tutto a una dimensione molto più contenuta rispetto all’ingombrante quanto non troppo originale citazione. La colpa è senza dubbio della carenza di punti di riferimento nella galleria cinematografica di personaggi femminili forti e alla tragica ricerca di indipendenza, ma il paragone sembra comunque piuttosto ingiustificato: nonostante si ponga come obiettivo quello di esplorare frustrazioni e dubbi più o meno comuni a tante donne ormai oltre gli “anta”, se c’è una cosa che distingue Adorabili Amiche è proprio la “piccolezza” del film in tutte le sue declinazioni. Dalla trama noiosa e scontata ai dialoghi poco incisivi, fino alla stessa definizione delle sue protagoniste, piccole borghesi il cui dramma più grande consiste, fondamentalmente, nel non aver mai trovato il principe azzurro sognato quando erano adolescenti.

La storia, infatti, prende avvio quando le tre donne ricevono l’invito al matrimonio dell’ex playboy della loro comitiva, in procinto di sposarsi con una compagna misteriosa. Tutte vogliono assolutamente scoprire l’identità della futura consorte e, soprattutto, come abbia fatto a “incastrare” un uccel di bosco per cui tutte serbano ancora sentimenti piuttosto accesi. Decidono così di mettersi in viaggio in macchina alla volta di questo altare che tanto le ossessiona, nel tentativo di seppellire una volta per tutte i propri ricordi e soprattutto i propri rimpianti di gioventù, in cerca di un nuovo radioso inizio. L’intuizione non solo non è brillante, ma soprattutto si declina senza scossoni e senza sorprese, lasciando le tre protagoniste in un limbo di patetismo e mediocrità da cui non escono affatto redente, ma ancora più stereotipate e inutili rispetto a quanto non lo fossero nelle premesse. Più che di un percorso di emancipazione si parla di un crescendo di avvilente ovvietà, in cui le tre donne, paradossalmente, non fanno che scambiarsi i rispettivi ruoli, intrisi anche di una velata misoginia: la ninfomane troverà la castità, la casta, o peggio la bruttina, si convertirà ai sexy shop e al sesso senza troppe pretese, la moglie tradita cercherà finalmente la sua strada nel mondo, in un modo che non vi volgiamo svelare per non rovinarvi un finale ancora più deprimente del resto del film. Più che a Thelma e Louise, verrebbe da pensare senza dubbio a Sex and the City, ma senza il vantaggio dell’intrattenimento e con un moralistico anti-moralismo che svilisce ancora di più la non brillante realizzazione di Pétré.

LAURA CROCE

  1. Luisella Aresu:

    da vedere… ma solo se ultra45enni!

Colonna Sonora info e playlist
Nessuna colonna sonora per questa scheda
Interviste i protagonisti raccontano

Segui @RadioCinemaIt