Con Qualcuno da amare, Abbas Kiarostami racconta una love-story proprio come un innamorato: poco lucido, prevedibile, ripetitivo. Una variazione sul tema sentimentale, rifinita ma poco vitale. La nostra intervista al regista.
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Leconte esordisce nel cinema d’animazione con una commedia nera inadatta ai più piccoli e del tutto insufficiente per conquistare un pubblico di adulti. In esclusiva, l’intervista al regista.
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Il ritorno di Ken Loach alla commedia sociale. In sala dal 13 dicembre. La nostra intervista al regista inglese.
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Dario Argento fuori concorso a Cannes 65: la sua rilettura di Bram Stoker – pur con le consuete debolezze recitative e di sceneggiatura – colpisce nel segno, grazie a una buona vena visiva. Le interviste al regista e al cast.
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Premiato per la sceneggiatura e per le due protagoniste al Festival di Cannes, il film Mungiu è un grande esempio di rigore e raffinatezza estetica. In sala dal 31.
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A quasi 10 anni da The Dreamers, Bertolucci torna al lungometraggio con un nuovo film sulla crescita adolescenziale e sulla libertà degli spazi chiusi. Dopo Cannes, in sala dal 25. La nostra intervista al regista.
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Vincitore della Palma d’Oro a Cannes, il film di Michael Haneke esce in sala il 25. Le nostre interviste a Jean-Louis Trintignant e a Emmanuelle Riva.
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Jacques Audiard torna a raccontare ferite e guarigioni morali e materiali con il suo film in sala dal 4. Intervista in esclusiva al regista.
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A quattro anni da Gomorra, Garrone torna con Reality, un racconto morale di grande forza visionaria che lascia però dubbiosi per compattezza del racconto e lucidità del discorso. Gran Prix a Cannes, in sala da venerdì.
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Amour è il film vincitore della Palma d’Oro a Cannes 65. Tra gli altri premi spicca il riconoscimento a Garrone, Grand Prix per Reality.
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Miller per l’ultima volta sulla croisette. Chiude la selezione ufficiale di Cannes 65 l’ultimo film diretto dal regista francese, un dramma femminile che attraverso la critica della società borghese degli inizi del secolo scorso, parla del presente.
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Gilles Bourdos chiude la sezione Un Certain Regard a Cannes 65 con un tributo a Pierre-Auguste e Jean Renoir. Un raffinato ritratto che non rinuncia alla qualità del cinema d’autore.
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Ancora America prima della fine di Cannes. Nichols entra da ultimo al concorso del festival con il suo terzo lungometraggio. Il più desiderato ma forse anche il meno compiuto di tutti.
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La giuria presieduta da Tim Roth premia il film messicano diretto da Michel Franco come miglior film. Due le migliori attrici (e nessun miglior attore): Suzanne Clément e Emilie Dequenne.
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Come annullare la forza di un film. Carlos Reygadas, premio per la regia a Cannes 65 con un lungometraggio esageratamente lungo, eccentrico, e criptico: più che il punto estremo di una ricerca, la smania di sorprendere di un regista che ignora lo spettatore.
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In Un certain regard, un nuovo straordinario film di Koji Wakamatsu che guarda alla figura di Yukio Mishima, al suo suicidio e al suo dissidio interiore tra scrittura e azione.
Continua a leggereDespués de Lucia di Michel Franco, una storia lucida e feroce nella messa in scena di una violenza dirompente e insensata, vince la sezione Un Certain Regard.
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Sergei Loznitsa torna in concorso a Cannes a due anni dall’esordio sulla Croisette con un lungo racconto morale ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale: un film bello e rigoroso pronto per la Palma d’Oro.
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