Weerasethakul torna a Cannes Fuori Concorso con un piccolo film-laboratorio. Un film-repertorio e un film-sintesi che torna su temi e motivi estetici tipici del regista, in vista forse di un nuovo corso.
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A quattro anni da Gomorra, Garrone torna in concorso a Cannes per presentare il suo nuovo film, un racconto morale di grande forza visionaria che lascia però dubbiosi per compattezza del racconto e lucidità del discorso.
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Il solito scandaloso Seidl in Concorso a Cannes. Un film saggio duro e puro sull’oscenità dell’occidente contemporaneo, senza tuttavia dispensare sguardi bonariamente paternalistici sui popoli oppressi.
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L’autore di Soul Kitchen alle prese con un documentario empatico ma non convincente su un piccolo villaggio a lui molto caro, diventato il luogo deputato di una discarica che avvelena l’aria e i cuori di chi lo abita.
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Un percorso tra le ombre e le luci di un’esistenza fuori dall’ordinario, narrato dalle labbra del regista stesso, autore di pellicole come Rosemary’s Baby e Il Pianista. in un documentario presentato al 65° Festival di Cannes.
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La Francia a Cannes. Jaques Audiard torna a raccontare ferite e guarigioni morali e materiali e conferma le sue doti migliori, ma un po’ delude compiendo un passo indietro rispetto al suo passato recente.
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Yousry Nasrallah firma il primo film politico – il secondo del Concorso – a Cannes. Un romanzo popolare fuori tempo massimo sull’Egitto del dopo Moubarak
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Un documentario serrato e avvincente che privilegia la vita privata del regista newyorkese, firmato da Robert B. Weide e presentato in anteprima al Festival di Cannes.
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